Maxi serra di marijuana, cinque assolti

27 Gennaio 2024

L’uomo arrestato nel capannone già condannato a 2 anni e 8 mesi con il rito abbreviato, cadono le accuse di concorso

CIVITELLA DEL TRONTO. Il caso è quello della maxi serra di marijuana creata in un capannone industriale dismesso con la scoperta di 549 piante alte oltre un metro e mille piantine trovate a Villa Chierico di Civitella del Tronto. Nell’indagine del 2019 sono finiti sono accusa cinque cittadini cinesi: uno, l’uomo che all’epoca venne arrestato dopo essere stato trovato nel capannone, è stato condannato a 2 anni e 8 mesi nel corso di un rito abbreviato che si è svolto nei mesi scorsi. Per agli altri ieri è arrivata la sentenza di assoluzione.
In due erano accusati di concorso per il possesso di ingente quantitativo di sostanza stupefacente, mentre gli altri, tra cui anche l’uomo condannato con il rito abbreviato, del reato di furto. A tutti, infatti, veniva contestato il furto per essersi appropriati di energia elettrica e acqua con allacci abusivi a contatori della zona. Le motivazioni della sentenza saranno rese note tra novanta giorni, ma è ipotizzabile che per quanto riguarda il furto sia stata applicata la riforma Cartabia che stabilisce il doversi procedere per il reato di furto con la presentazione della denuncia che in questo caso non c’era. All’epoca ad attirare l’attenzione dei carabinieri, nel corso di una normale attività di controllo sul territorio, furono rumori provenienti da quel capannone, all’apparenza dismesso: in particolare quello di un impianto di condizionamento risultato sempre in funzione, 24 ore su 24. Così scattarono gli accertamenti fino al blitz avvenuto all’alba che permise ai militari di scoprire la maxi serra alimentata da un particolare impianto elettrico e con tanto di lampade per facilitare la crescita delle piante. Secondo i calcoli di allora quelle piante avrebbero permesso di immettere sul mercato circa un quintale di sostanza stupefacente. La sentenza è stata pronunciata dal collegio presieduto dalla giudice Claudia Di Valerio, a latere i giudici Emanuele Ursini e Martina Pollera.(d.p.)
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