Maxi spaccio, tre arresti anche a Teramo

Sono un 62enne e una 42enne del capoluogo, con loro un tunisino: si rifornivano di eroina e cocaina a Castel Volturno
TERAMO. Dalle piazze di Castel Volturno, una delle maxi centrali dello spaccio italiano, a quelle teramane: ci sono anche due cittadini teramani e un tunisino residente nel capoluogo tra i 13 arrestati dai carabinieri di Caserta in una vasta operazione antidroga.
Si tratta di un uomo di 62 anni già agli arresti domiciliari e di recente indagato perché accusato di aver fatto entrare nel carcere di Castrogno un telefono cellulare per il figlio all’epoca recluso, di una donna di 42 anni e di un tunisino di 37: tutti sono accusati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Complessivamente i militari hanno sequestrato oltre mezzo chilo di droga tra cocaina ed eroina. Dei tredici arrestati – così è stato riferito nella conferenza stampa tenuta ieri mattina alla Procura di Santa Maria alla presenza del procuratore Pierpaolo Bruni e del comandante dell'Arma a Caserta Manuel Scarso – cinque sono italiani, arrestati in alcuni comuni del Casertano e nelle province di Teramo e Salerno, mentre gli altri sono di origine africana, in particolare un ghanese, cinque nigeriani, un tunisino e un venezuelano, tutti senza permesso di soggiorno e dimoranti sul litorale domizio da parecchi anni.
Le indagini degli investigatori hanno confermato che nella zona il mercato dello spaccio resta nelle mani dei nigeriani con gli italiani che andavano ad acquistare la droga per poi rivenderla nei loro territori di residenza come Teramo, Salerno, altri comuni del Casertano e San Felice al Circeo (Latina). Dalle indagini coordinate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere sono emersi anche contatti tra gli indagati africani in Italia e trafficanti di droga attivi nel Malawi e con una sorta di santone residente in Nigeria che veniva chiamato per effettuare riti “voodoo” propiziatori e di buon augurio per i business illeciti. I carabinieri della compagnia di Santa Maria Capua Vetere hanno accertato almeno 400 episodi di cessione di droga, ma non è emerso che i tredici indagati fossero riuniti in un gruppo organizzato e per questo non è contestata l’associazione ma il reato di detenzione ai fini di spaccio. Secondo la versione fornita dai carabinieri i pusher africani, oltre alla droga, fornivano agli acquirenti anche il materiale per consumarla sul posto. Nella notte tra mercoledì e giovedì i carabinieri, nel corso dell'esecuzione dei provvedimenti restrittivi emessi dal gip del locale tribunale, hanno effettuato diverse perquisizioni nei complessi immobiliari dove si vende la sostanza stupefacente, arrestando due persone nella flagranza del reato di spaccio e denunciandone altre due.(d.p.)
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