Maxi traffico di cocaina Arrestato un latitante

9 Dicembre 2018

MARTINSICURO. I carabinieri del reparto operativo di Teramo lo hanno fermato a Martinsicuro dopo un lungo servizio di appostamento. Il 28enne dominicano arrestato deve scontare una condanna a cinque...

MARTINSICURO. I carabinieri del reparto operativo di Teramo lo hanno fermato a Martinsicuro dopo un lungo servizio di appostamento. Il 28enne dominicano arrestato deve scontare una condanna a cinque anni (con il pagamento di quasi 60mila euro di multa) perché coinvolto in un traffico internazionale di stupefacenti. In manette, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Corte d’appello dell’Aquila, è finito H.L., dominicano residente da tempo ad Alba Adriatica. Il giovane era coinvolto nell’inchiesta denominata “Barrik” che culminò nel marzo del 2012 con 58 ordinanza di custodia cautelare emessi dal gip dell’Aquila su richiesta dal pm David Mancini della Procura distrettuale. Per tutti l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico con l’aggravante della cosiddetta transnazionalità. L’attività consentì di smantellare un sodalizio da persone soprattutto di nazionalità colombiana, con basi operative nella provincia di Teramo, dedito al traffico e spaccio di stupefacenti provenienti dal Sud America (in particolare Repubblica , Dominicana, Colombia e Costa Rica), via Spagna e Germania e destinati al mercato italiano.
Un’ organizzazione così scaltra da far scendere in campo, all’epoca, lo scrittore Roberto Saviano che, quando scattarono 58 arresti, scrisse su Facebook e Twitter: «L’Abruzzo è diventato centrale come area di stoccaggio della cocaina perché considerato territorio sicuro, isolato e insospettabile». L’indagine di Mancini aveva scoperto tre livelli di organizzazione gerarchica: dai capi ai collaboratori corrieri fino a chi vendeva lo stupefacente sul territorio. Per tutti regole ben precise. I corrieri dovevano ingerire almeno trenta ovuli di cocaina ricoperti con cera aromatizzata al cioccolato e al rum per ingannare l'olfatto dei cani agli aeroporti. Il trasporto eccezionale veniva pagato da tremila a quattromila euro. (d.p.)
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