Maxi truffa da 7,5 milioni con vittime anche a Teramo
TERAMO. E’ passata anche per Teramo la maxi truffa tra Italia, Londra e Dubai che ha portato la guardia di finanza di Brescia ad arrestare quattro persone. Secondo l’accusa fingendosi promotori...
TERAMO. E’ passata anche per Teramo la maxi truffa tra Italia, Londra e Dubai che ha portato la guardia di finanza di Brescia ad arrestare quattro persone. Secondo l’accusa fingendosi promotori finanziari hanno truffato grandi investitori, gente capace di staccare assegni da un milione e quattrocentomila euro, ma anche piccoli risparmiatori. Non si sono fermati nemmeno davanti a famiglie colpite dal sisma dell'Emilia Romagna nel 2012. Anche i risparmi di una vita di persone che cercavano l'investimento redditizio dopo il sisma sono finiti nelle disponibilità del gruppo scoperto dalla guardia di finanza di Brescia che hanno eseguito i quattro arresti nell'ambito dell’inchiesta della procura che ha iscritto nel registro degli indagati 16 persone.
L'inchiesta è nata dalla denuncia di una coppia di italiani residente a Doha che dopo aver investito 50mila euro non ha più ottenuto indietro il denaro. Il gruppo dal 2009 al 2013, tra Brescia e Dubai, passando dalle province di Modena, Ferrara, Cremona e Teramo, avrebbe raccolto oltre sette milioni e mezzo di euro da più di 150 clienti. Il gruppo non avrebbe però mai investito il denaro, ma lo avrebbe speso per interessi personali. Dall'acquisto di vetture di lusso, come un'Aston Martin, passando per abitazioni o pagamenti di affitti «e altre spese a cui i soli introiti leciti derivanti dalla sua attività di avvocato non avrebbero consentito di far fronte», scrive il gip Cesare Bonamartini relativamente alla posizione di un legale bresciano che proponeva gli investimenti fornendo false garanzie personali sulla restituzione del capitale tramite la polizza di responsabilità civile per avvocato.
La guardia di finanza ha sequestrato beni mobili e immobili ai coinvolti: 8 abitazioni, 24 terreni, 11 auto e quote sociali per un valore nominale di circa 200.000 euro. È stata inoltre eseguita la notifica del decreto di sequestro anche nei confronti di 26 istituti bancari, dove risultano accesi conti correnti riferibili agli indagati.

