Maxi truffa dello Stato Antartico: i tre teramani vanno a processo

16 Febbraio 2023

Rinviati a giudizio il commercialista Gambini, il consulente Lombardi e il medico Petrella Il procuratore Gratteri contesta a tutti l’associazione a delinquere finalizzata anche al falso

TERAMO. Un’udienza preliminare durata quasi sei ore, tra la corposa richiesta del pm e le appassionate arringhe difensive, con un unico epilogo per i tre teramani coinvolti nell’inchiesta sulla presunta truffa dello Stato Antartico: tutti sono stati rinviati a giudizio. Si tratta del commercialista Enrico Gambini, tornato in libertà dopo un periodo ai domiciliari (difeso dall’avvocato Cataldo Mariano), del consulente tecnico di Pineto Federico Lombardi ancora ai domiciliari (assistito dall’avvocato Maria Assunta Chiodi) e del medico no vax Roberto Petrella (assistito dall’avvocato Tommaso Navarra). Il processo inizierà il 28 marzo.
L’udienza preliminare si è svolta ieri a Catanzaro davanti al gup Gabriella Pede a conclusione della maxi indagine firmata dal procuratore Nicola Gratteri che ha coinvolto trenta indagati in Italia. Per l’accusa, tutta da dimostrare nel corso del dibattimento, avrebbero organizzato una colossale truffa messa a segno con l’invenzione dell’esistenza dello Stato Teocratico Antartico di San Giorgio. Un’associazione che, sempre secondo la Procura, avrebbe preso soldi per concedere le cittadinanze, prospettando vantaggi di vario tipo tra cui anche molti di natura fiscale.
Secondo l’ipotesi accusatoria, per dare credibilità agli occhi delle vittime i trenta avrebbero messo in piedi un’associazione a delinquere finalizzata alla truffa e al falso (le ipotesi di reato contestate) utilizzando tutta una serie di artifici tra cui la creazione (sempre secondo l’accusa senza alcun riconoscimento ufficiale) di varie istituzioni come Corte di Giustizia, Governo Supremo, varie delegazioni territoriali, di una gazzetta ufficiale, di numerosi siti internet e, soprattutto, di documenti d’identità anche validi per l’espatrio. In tal modo, sostiene l’accusa, avrebbero indotto oltre 700 persone residenti in tutta Italia a chiedere e ottenere la cittadinanza dell’inesistente Stato Antartico previo pagamento di una somma di denaro variabile tra i 200 e i 1.000 euro. Così, a questo proposito ha scritto il gip Matteo Ferrante a pagina 5 dell’ordinanza cautelare: «Pur nell’assoluta consapevolezza della totale non veridicità delle loro affermazioni, essi hanno falsamente prospettato, in cambio dell’acquisto della cittadinanza, la possibilità di poter conseguire diversi benefici in alcun modo ottenibili tra cui una tassazione agevolata con imposta al 5% con contestuale esonero dell’imposizione in Italia, iscrizione al Pra (il Pubblico registro automobilistico) diversi autoveicoli a carico dello Stato di san Giorgio per evitare azioni esecutive, la possibilità di creare criptovaluta utilizzando lo Stato di San Giorgio, la possibilità di ottenere titoli di studio e abilitazioni per poter esercitare professioni in Italia, la possibile esenzione dall’Iva per gli acquisti effettuati dalle imprese aderenti».
Dice l’avvocato Chiodi, difensore di Lombardi: «Il mio assistito ha chiesto di essere interrogato e ha spiegato di non essere mai stato a conoscenza di un piano criminoso nè consapevole di questo. Il quadro accusatorio della Procura per noi non esiste e lo dimostreremo nel corso del dibattimento».
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