Mazzagatti muore stroncato da un infarto

L’ex calciatore biancorosso e allenatore del Mutignano avrebbe compiuto 50 anni a luglio. Si è sentito male a Campo Felice
TERAMO. Gli eroi dello sport non muoiono mai. Sopravvivono nelle imprese: che sia un record mondiale, uno scudetto, la salvezza in un campionato di Promozione. Come quella che appena una settimana fa Mirko Mazzagatti aveva regalato al Mutignano calcio.
L’ex giocatore del Teramo e oggi allenatore conosciuto in tutto Abruzzo, che era originario e viveva a San Nicolò, se n’è andato mentre passeggiava con alcuni familiari a Casavecchia di Lucoli, nei dintorni di Campo Felice, su quella montagna che amava quasi quanto i campi di calcio e la musica rock. Stroncato da un malore, probabilmente un infarto, che non gli ha dato scampo nonostante i soccorsi immediati degli operatori del 118 dell’Aquila.
Padre di una figlia amatissima, Mazzagatti avrebbe compiuto 50 anni a luglio. Una carriera da calciatore professionista con il Teramo in serie C, poi, tra le altre, Celano, Sulmona (dal 1991 al 1995 con la promozione in Eccellenza), Hatria e Notaresco. Successivamente la carriera di allenatore prima come vice di Roberto Cappellacci a Teramo, poi nei campionati dilettantistici con la Santegidiese, il Mosciano e il Morro d’Oro fino a giungere nel dicembre di quest’anno, a campionato in corso, a Mutignano dove appena sette giorni fa aveva conquistato la salvezza nei play-out contro l’Alba Montaurei.
E la voce che si arrende al pianto di Antonio Amodei, presidente del Mutignano, dice più di tante parole. «Un grande uomo che ha lasciato il segno», ricorda, «un tecnico di grande preparazione che faceva tutto in maniera estremamente seria e rigorosa e nello stesso tempo una persona di grande umanità che riusciva a tirare fuori da tutti il meglio di ognuno. Noi non lo dimenticheremo mai perchè ha lasciato qualcosa in tutti e non solo a livello calcistico». Come lo ricorderanno per sempre a Pineto perché, dice l’assessore comunale allo sport Gabriele Martella, «ci ha regalato una salvezza che resterà nella nostra storia calcistica». E se ai tempi dei social tutto passa per un post, allora basta scorrere Facebook per capire quanto Mazzagatti abbia lasciato tra colleghi e tifosi. Nessuna frase di circostanza a sottolineare l’incredulità e il dolore per una scomparsa improvvisa, come scrive l’uomo che lo ricorda come allenatore del Mosciano: «Le lacrime non servono perchè tu non le avresti volute. Eri rigoroso e serio ma amavi il sorriso della vita, la lealtà dello sport, la gioia che una partita di calcio fatta bene può regalare a tutti. Caro mister, noi che ti abbiamo apprezzato per questo ti vogliamo ricordare così. Per sempre. Continua a giocare anche dove sei ora».
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