Mc Donald’s, riassunti i 18 dipendenti licenziati

Colonnella, torneranno a lavorare ma alle dipendenze di un’altra società Il sindaco: «Garantita la ripresa dell’attività con tutte le maestranze»
COLONNELLA. Torneranno a lavorare i dipendenti della “Dare to Dream”, la società a responsabilità limitata che ha gestito per un periodo il Mc Donald’s di Colonnella. Non lo faranno per conto della stessa società, ma di un’altra che rileverà il fast food situato nell’area del centro commerciale Val Vibrata. A riassorbire il personale sarà inizialmente Mc Donald’s Italia e, poi, una società che già controlla e gestisce diversi punti vendita in Abruzzo.
Il sindaco di Colonnella, Leandro Pollastrelli, proprio mercoledì scorso ha avuto un incontro con le maestranze di Mc Donald’s Italia. «Ho avuto rassicurazioni in merito alla ripartenza dell’attività del fast food e, soprattutto, della riassunzione del personale alle dipendenze della precedente gestione», spiega il primo cittadino colonnellese, «Mc Donald’s Italia, con i cui rappresentanti ho avuto un soddisfacente incontro istituzionale, mi hanno garantito la ripresa dell’attività del fast food ed il successivo passaggio ad altra società che già opera con altri punti vendita. Sono molto contento che i livelli occupazionali precedenti alla chiusura verranno garantiti e che nessuno perderà il posto di lavoro. In secondo luogo, mi fa piacere che il nostro Mc Donald’s torni ad essere punto di riferimento per le famiglie e non solo, che vogliono trascorrere una pausa gastronomica nel fast food di Colonnella».
Il braccio di ferro fra la precedente società ed i giovani lavoratori aveva portato alla temporanea sospensione del Mc Donald’s di Colonnella e infine alla chiusura. Il sindacato Uiltucs regionale, d’accordo con quattordici dei diciotto dipendenti, aveva organizzato un picchetto proprio davanti alle insegne della multinazionale americana.
Alla base dello stato d’agitazione, c’era il mancato pagamento delle ultime due mensilità ed anche altri arretrati salariali. In massa, i quattordici dipendenti avevano presentato, lo scorso 28 giugno, certificato di malattia mentre un operaio era stato licenziato. Fino allo stato di agitazione di fine giugno, i dipendenti non avevano percepito la mensilità di maggio scorso. Per di più c’era chi ancora doveva avere la paga di dicembre scorso oltre tredicesima e chi qualche altra mensilità.
La titolare della precedente società aveva spiegato che gli arretrati salariali (esclusa la mensilità di maggio) erano maturati prima che assumesse in pieno le funzioni gestionali della stessa azienda.
Alex De Palo
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