Medaglie ai familiari dei deportati

28 Gennaio 2024

Giornata della Memoria, cerimonia alla villa comunale e riconoscimenti della prefettura

TERAMO. I teramani Umberto Adamoli, podestà cittadino riconosciuto “Giusto tra le nazioni” per il suo contributo alla salvezza di innumerevoli ebrei triestini e stranieri dalla deportazione nei campi di sterminio nazisti e il tenente dell’esercito Alberto Pepe che si offrì per la fucilazione, insieme ad altri 43 ufficiali, al posto di 12 soldati semplici e fu trasferito nel lager di Unterlüss dove morì, sono stati commemorati ieri per la Giornata della memoria delle vittime della Shoah nella Camera di commercio.
Presenti il prefetto Fabrizio Stelo, il sindaco Gianguido D’Alberto, il comandante della guardia di finanza Fabrizio Chirico, la scrittrice Paola Fargion, lo storico e presidente emerito della biblioteca Delfico Luigi Ponziani, il giornalista Walter De Berardinis, il coro di Atri “Formula Nuova” con il maestro Gaetano Tudini. D’Alberto ha definito Pepe e Adamoli «uomini delle istituzioni che scelsero di stare dalla parte giusta con il rischio di perdere la vita, persone alle quali ispirarsi. Coltivare la memoria significa rivolgere lo sguardo al futuro applicando nel presente quei valori propri di una nuova umanità che faccia tesoro ovunque delle tragedie del passato», ha proseguito citando anche gli attuali conflitti bellici, «memoria e impegno diretto devono essere veri e propri fari del nostro agire per la tutela della dignità. L’Olocausto rappresenta l’emblema dell’annientamento della dignità dell’uomo che non ha pari nella storia e la nostra stella polare deve essere la Carta Costituzionale che contiene il riconoscimento della dignità della persona ancora oggi calpestata e che troppo spesso ci trova indifferenti». La figura di Pepe è stata ricordata anche con una manifestazione che si è svolta alla villa comunale organizzata dall’Anpi e Teramo Nostra. Stelo ha, poi, consegnato le medaglie d’onore ai teramani che furono deportati e internati nei lager nazisti alla presenza dei sindaci dei comuni di origine e ritirate da figli o nipoti di Ercolino Giovannini di Civitella deportato in Grecia, Emilio Grimaldi di Controguerra, Domenico Ciarpelli di Corropoli, Riccardo Riccioni di Fano Adriano, Paolo Giannino e Attilio Sebastiani di Giulianova, Armando Aquilino e Marino De Iuliis di Teramo tutti deportati in Germania.
Nel tribunale c'è stato lo spettacolo teatrale dedicato al deportato Lino Manocchia. Martedì alle 17,30 nella biblioteca Delfico presentazione del libro dell’antropologa Pola Trevisan “La persecuzione dei rom e dei sinti nell’Italia fascista. Storia, etnografia e memorie”.(a.d.f.)