Medici e infermieri, il 10% non si è ancora vaccinato

1 Agosto 2021

Il direttore generale della Asl Di Giosia avverte: «Rischiano tutti la sospensione» Aumenti sul fronte dei contagi: nel Teramano 83 nuovi casi in appena due giorni

TERAMO. Ogni dieci operatori che si possono incontrare in ospedali, ambulatori e strutture dell’azienda sanitaria teramana - tra medici, infermieri e oss - ce n’è mediamente uno che non si è vaccinato contro il Covid-19. Il 10% del personale sanitario teramano, quindi, rischia la sospensione.
È il direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia a fornire il dato. «Nei giorni scorsi la Regione ci ha chiesto i dati del personale per incrociarli con quelli della vaccinazione», dice, «non abbiamo numeri precisi sui non vaccinati tra il personale sanitario, visto che per motivi di privacy non possiamo avere dettagli, ma sappiamo che il loro numero si attesta intorno al 10%. È quindi cominciata la loro identificazione». Lo stesso manager già nei mesi scorsi aveva assunto una posizione durissima sulla questione: «Saremo rigorosi e adotteremo le misure più restrittive possibile per il personale vaccinato», diceva a inizio aprile e conferma oggi. Se allora in tanti potevano essere giustificati, visto che la campagna di vaccinazione era cominciata da poche settimane e qualcuno non aveva ancora potuto ricevere il siero per motivi di salute, ora le scusanti sembrano essere terminate e la Asl vuole mandare un segnale forte a chi è restio a ricevere il siero.
Nel frattempo la campagna di vaccinazione per la popolazione prosegue senza soste e lo stesso Di Giosia conferma il «grande risultato» dell’iniziativa Beach Covid-free: il tour del camper vaccinale tra le località turistiche della costa a luglio ha permesso di somministrare quasi 6mila dosi e l’iniziativa sarà torna ad agosto.
Del resto proprio la costa, con i suoi grandi numeri di presenze estive, sembra far lievitare i numeri dei contagi, già condizionati dalla variante Delta. E negli ultimi due giorni nel Teramano la situazione è tornata preoccupante: 83 nuovi positivi, 52 indicati nel bollettino regionale di venerdì e 31 in quello di ieri, in entrambi i giorni il dato peggiore della regione. «I contagi avvengono principalmente nelle attività ludiche e ricreative», spiega Di Giosia, «con piccoli ma tanti focolai sparsi in tutta la provincia».
Anche il dato sull’incidenza settimanale dei casi è alto: quello calcolato ieri è di 50 positivi ogni 100mila abitanti, dato secondo solo a quello del Pescarese a quota 60. Numeri, questi, che, se non fossero cambiati di recente i parametri nazionali per il “cambio di colore”, avrebbero portato a nuove restrizioni. Il dato che conta oggi è invece quello delle ospedalizzazioni: come per il resto della regione, nel Teramano non ci sono né pazienti in rianimazione né nuove vittime.
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