Medico teste diserta l’aula, il giudice chiede un’inchiesta

22 Novembre 2014

Il processo al presunto finto cieco: l’oculista della Asl incolpa il suo dirigente, il tribunale sanziona entrambi

TERAMO. Il medico oculista dell’Asl citato come teste non si presenta in aula perchè, così si giustifica, il suo dirigente non lo ha autorizzato ad assentarsi dal lavoro per questioni organizzative, ma il giudice lo multa di 250 euro e manda il verbale in procura per segnalare l’atteggiamento del dirigente.

Succede nel processo in corso all’anziano teramano che, secondo l’accusa, per 14 anni si sarebbe finto completamente cieco per intascare l’indennità per non vedenti. Il medico è uno dei componenti della commissione Asl che nel corso degli anni ha esaminato le condizioni dell’uomo: è stato citato, così come altri, dall’avvocato Renzo Di Sabatino, difensore dell’imputato. Ma ieri in aula non c’era. E allora il giudice monocratico Roberto Veneziano ha chiesto l’invio del verbale in procura per accertare l’esistenza di eventuali ipotesi di reato ai danni del dirigente. «Un procedimento giudiziario non può dipendere dall’organizzazione di un reparto», ha fatto verbalizzare in aula il magistrato, «il medico non avrebbe dovuto chiedere il permesso perchè la sua attività di teste è doverosa e questo non è regolamentato nè dal direttore dell’unità operativa nè da altri dirigenti della Asl. Al massimo avrebbe dovuto comunicare l’esigenza di recarsi in tribunale al dirigente e questo avrebbe dovuto organizzare in maniera diversa il lavoro programmato in sede ambulatoriale».

Va detto che l’articolo 198 del codice di procedura penale stabilisce che «il testimone ha l’obbligo di presentarsi al giudice e di attenersi alle prescrizioni date dal medesimo per le esigenze processuali». L’imputato è Palmino Chiappini, pensionato di 80 anni, accusato di truffa aggravata ai danni dello Stato. Durante le indagini preliminari la procura ha chiesto ed ottenuto un sequestro di 76mila euro dai conti correnti bancari dell’indagato. Si tratta di un sequestro per equivalente, che mira a risarcire le casse dello Stato degli ultimi cinque anni di pensione e indennità di accompagnamento che, sempre secondo l’accusa, sarebbero state indebitamente percepite.

Per mesi gli uomini della Finanza hanno pedinato, filmato e fotografato l’anziano fino ad immortalarlo mentre spalava la neve davanti a casa. Secondo l’accusa l’uomo avrebbe sì gravi problemi agli occhi, causatigli da una patologia, ma riuscirebbe comunque a vedere. A far scattare l’inchiesta della procura è stata una segnalazione, evidentemente così circostanziata da consentire agli investigatori di raccogliere i primi elementi e avviare l’indagine.(d.p.)

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