Mega bollette dell’acqua In arrivo raffica di ricorsi

13 Marzo 2021

Sportelli del Ruzzo presi d’assalto, un avvocato chiede anche il risarcimento Altitonante: «A Teramo fatture molto più care che a Bergamo e Milano»

TERAMO. Centinaia di utenti della provincia di Teramo hanno preso d’assalto gli sportelli della Ruzzo Reti, che da settimane sta inviando alle famiglie bollette maggiorate da conguagli e acconti, che in molti casi superano il migliaio di euro.
Tra i tanti ricorsi recapitati alla società acquedottistica nei giorni scorsi, ce n’è anche uno firmato da un cittadino teramano, avvocato di professione, che parla di «incongruenze ed errori di fatturazione», ma soprattutto di «imputazione arbitraria in quanto non basata su letture effettive che possano dimostrare i consumi», poi spiegando: «Dalla mancanza delle letture obbligatorie deriva che il consumo dell’acqua di questi due anni e mezzo viene ripartito in modo iniquo: la Ruzzo Reti non può sapere a quale periodo imputare maggiori o minori consumi».
Citando i riferimenti normativi, il legale segnala l’obbligo di due letture annue per il gestore. In assenza di queste, «il cliente deve ricevere in bolletta un indennizzo automatico di 35 euro per ogni lettura saltata. Se il distributore non versa l’indennizzo entro sei mesi dalla data in cui si sarebbe dovuta effettuare la lettura, l’indennizzo è triplicato». Per tutti questi motivi chiede l’annullamento della fattura emessa, la sospensione di qualsiasi pagamento fino alla risoluzione della controversia e un indennizzo di 315 euro per le mancate letture obbligatorie.
MONTORIO. Sulla stangata del Ruzzo si sono alzate anche voci pubbliche contro la Ruzzo Reti. Per ultima quella del sindaco di Montorio Fabio Altitonante, che è anche consigliere regionale in Lombardia: «Attualmente la bolletta qui costa tre o quattro volte quello che costa a Bergamo e Milano, tenendo conto che le aziende lombarde non prendono un euro dalla Regione, al contrario della Ruzzo Reti. Tutto questo può avere una ricaduta sociale ed economica per le famiglie e le imprese». Altitonante a dicembre non aveva partecipato al voto per il rinnovo del collegio sindacale dell’ente insieme al sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto e con l’astensione di quello di Castelli Rinaldo Seca. Ora indica un cambio di rotta: «Questo metodo di gestione va affrontato diversamente, considerando che il Ruzzo è un ente di tutti. Ci sono Comuni che con la forza dei numeri, a mio avviso anche risicati, dicono "governiamo tutto noi", ma non è questo l'approccio di una società pubblica. Dobbiamo tornare a una politica che mette al centro i cittadini e non gli interessi di qualcuno. Non deve esserci una guerra tra sindaci, ma dobbiamo unirci per decidere la strategia del Ruzzo perchè l'acqua è pubblica ed è di tutti».
CENTRO SANTACROCE. Anche il centro politico comunista Sandro Santacroce è intervenuto sulla questione: «Per l'ennesima volta la Ruzzo Reti torna sulla bocca di tutti i Teramani a causa delle "bollette pazze". Centinaia di nostri concittadini, infatti, si sono visti recapitare bollettini con cifre esorbitanti e in tanti, in un momento di difficoltà economica come quello che stiamo vivendo, non sanno davvero come provvedere al pagamento degli stessi». Nella nota si lancia poi un appello ai sindaci teramani e al consiglio di amministrazione della Ruzzo Reti, affinché si approvi «una moratoria, o una riduzione del 50% degli importi dovuti, a favore di coloro che sono in difficoltà economiche e che hanno perso il lavoro».
(Ha collaborato
Adele Di Feliciantonio)
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