Mega ricorso al Tar contro le trivelle

Tra i 24 Comuni aderenti ci sono Martinsicuro, Silvi, Pineto e Alba: chiedono di annullare il piano del ministro Cingolani
MARTINSICURO. Ci sono quattro centri della costa teramana – Martinsicuro, Silvi, Pineto e Alba Adriatica – tra i 24 Comuni italiani di cinque regioni (Abruzzo, Basilicata, Campania, Sicilia e Piemonte) che hanno presentato ricorso al Tar del Lazio contro il Pitesai (Piano della transizione energetica sostenibile delle aree idonee), strumento volto a individuare le zone dove è consentito lo svolgimento di attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi sul territorio nazionale. Il Pitesai, il cui iter si è concluso con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’11 febbraio scorso, è stato impugnato davanti al Tar del Lazio chiedendo «l’annullamento del decreto del ministro della Transizione ecologica del 28 dicembre 2021, e relativi allegati, con i quali si è proceduto all’approvazione del Piano» e «del decreto del ministro della Transizione ecologica, di concerto con il ministro della Cultura, che definisce la procedura di valutazione ambientale strategica del Pitesai, del parere della Commissione tecnica di valutazione dell’impatto ambientale e del parere del ministero della Cultura, che sono serviti tutti all’approvazione del Piano delle aree».
Il ricorso è stato depositato lunedì scorso: a organizzare l’iniziativa e a unire i Comuni è stato il Coordinamento nazionale No triv. L’atto porta la firma dell’avvocato Paolo Colasante, del Foro di Roma, che l’ha preparato insieme al costituzionalista abruzzese e docente universitario Enzo Di Salvatore, autore anche dei quesiti del referendum. Il Comune di Martinsicuro, nel cui territorio ricade uno degli impianti da riattivare, denominato Donata 4, nell’attesa dell’esito di questo ricorso si dice pronto a salire sulle barricate. «Abbiamo già presentato un ricorso speciale al presidente della Repubblica perché nell’iter autorizzativo si è sentito il parere della Regione Marche, ma non dell’Abruzzo», spiega l’assessore comunale all’ambiente Marco Cappellacci, «combatteremo con tutti i mezzi a nostra disposizione contro questo scempio, perché le trivelle sono incompatibili con lo sviluppo turistico, fonte economica non solo di Martinsicuro ma di tutta la costa teramana, e la tutela del territorio. Abbiamo preparato il ricorso insieme a molti Comuni italiani rimarcando che la problematica principale è dettata dal fatto che il piano anzidetto non è uno strumento di pianificazione ma stabilisce alcuni criteri non proprio rigidi, autorizzando di fatto nuove concessioni e l'ampliamento di quelle esistenti. In sostanza si vuole continuare sulla strada dei combustibili fossili anche se a tutti i livelli si parla di nuove fonti energetiche».
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