Melarangelo: scelgo il progetto di discontinuità con il passato

26 Aprile 2018

TERAMO. «Le mie ragioni sono politiche e programmatiche: D’Alberto è il referente di un progetto e di una coalizione che, piaccia o no, ha costruito nel tempo». Alberto Melarangelo, consigliere...

TERAMO. «Le mie ragioni sono politiche e programmatiche: D’Alberto è il referente di un progetto e di una coalizione che, piaccia o no, ha costruito nel tempo». Alberto Melarangelo, consigliere uscente ed ex segretario comunale del Pd, spiega così la sua preferenza in vista del referendum tra gli iscritti sulla scelta del candidato sindaco.
«Con Gianguido D’Alberto c’è la nostra storia», sottolinea, «ci sono le nostre battaglie e tanti compagni che abbiamo affiancato fino all’altro ieri». Melarangelo fa riferimento a iscritti, ex consiglieri, militanti e anche a ex sindaci e candidati a questo ruolo, come Angelo Sperandio, Lino Befacchia e Manola Di Pasquale, sono a favore dell’ex capogruppo Pd candidato sindaco dell’alleanza civica. Secondo lui D’Alberto ha commesso due errori: quello di «uscire dal partito con una scelta a me tutt’ora incomprensibile» e il non aver accettato fin da subito le primarie. Per il resto, però, il piatto della bilancia pende nettamente dalla parte della valutazione positiva della sua candidatura. «Abbiamo lavorato fianco a fianco e so bene il lavoro che ha fatto», tiene a sottolineare Melarangelo, «è tra i pochissimi in grado di leggere un bilancio e proporre soluzioni concrete». Il sostegno a D’Alberto non è solo espressione dell’emotività, per la militanza comune in gran parte della passata consiliatura, ma ha una connotazione molto pragmatica, oltre che politica. «La sua è una proposta di discontinuità con il modello che abbiamo sempre contrastato e ha ridotto la città nelle condizioni in cui si trova adesso», fa notare l’ex segretario, «dall’altra parte sento parlare di fronte moderato e trasversalismo, concetti che non condivido». Al fianco di Gianguido D’Alberto, insomma, il Pd conserverebbe «le proprie autonomia e identità» riabbracciando un pezzo di centrosinistra con ha condiviso percorsi e lotte e aprendosi all’alleanza civica. «Hanno rivolto un appello diretto al partito», osserva Melarangelo, «e non è poco». L’ex consigliere comunque non nasconde la «grande sofferenza per dover scegliere un nome», ma auspica che dopo il referendum si arrivi a una sintesi. (g.d.m.)
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