Meno acqua dalle sorgenti minoriPiano per aumentare il prelievo

La Ruzzo Reti affida l’incarico per uno studio destinato a potenziare l’utilizzo delle risorse disponibili L’analisi ricostruirà anche l’andamento delle falde. Cognitti: il deflusso minimo sarà sempre garantito
TERAMO . Sorgenti da potenziare contro i rischi connessi alla siccità. A questo scopo è destinato il progetto della Ruzzo Reti che, per scongiurare il pericolo di un minore approvvigionamento d’acqua per i cittadini, si è rivolta a uno specialista per utilizzare al meglio le fonti disponibili. I prolungati periodi di assenza di piogge hanno fatto sentire i loro effetti anche sulle riserve idriche teramane. In provincia la diminuzione delle portate delle sorgenti minori si aggira oltre il 40 per cento, stima l’azienda acquedottistica che gestisce in servizio. Per far fronte alla costante diminuzione della risorsa e garantire la distribuzione regolare anche alle zone più interne del territori, nell’ambito del più ampio progetto di potenziamento della rete e delle captazioni, la società ha affidato al geologo Mattia Coccagna uno studio preliminare su tre sorgenti già attualmente soggette a captazione. L’incarico è finalizzato a valutare la potenzialità delle fonti e prevederne il potenziamento del prelievo d’acqua. Lo studio sarà rivolto, in particolare alle sorgenti Guardiaboschi, in località Ceppo del comune di Rocca Santa Maria, Mercurio-Orso, nel territorio di Cesacastina di Crognaleto, e Malbove-Figliola, nella stessa zona.
L’analisi ha comportato la stesura di una mappa delle sorgenti, allo scopo di individuare con esattezza quelle di proprietà della Ruzzo Reti che possano essere utilizzate per il potenziamento. È in programma, inoltre, una campagna di indagini con il ricorso a una tecnica di tomografia elettrica in grado di ricostruire la geometria del sottosuolo e l'andamento ed estensione della falda idrica che alimenta la sorgente. «Si tratta di uno studio fondamentale perché ci fornisce già una prima indicazione sulla reale possibilità di aumentare la quantità di acqua da ricaptare», spiega la presidente di Ruzzo Reti Alessia Cognitti, «non saranno tralasciate valutazioni sul possibile impatto ambientale degli interventi, anche se le opere non intaccheranno significativamente la falda idrica garantendone sempre il deflusso minimo».
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