Meno assembramenti in centro ma l’ordinanza funziona a metà

7 Marzo 2021

Nelle zone periferiche (senza controlli) l’alcol consumato in strada resta una piaga impunita Nel cuore della città poche multe, soddisfatti gli amministratori: «Qualcosa però si può migliorare»

TERAMO. Un po’ sarà stato il ritorno del freddo, un po’ la nuova ordinanza anti-movida firmata venerdì dal sindaco D’Alberto e che vieta il consumo di cibi e bevande negli spazi pubblici: fatto sta che ieri pomeriggio, nel centro di Teramo, c’era molta meno gente in giro rispetto al sabato precedente e soprattutto molti meno assembramenti, in particolare del genere “bottiglia in mano e mascherina abbassata”. Che sia andato tutto bene non si può dire, perché qualche gruppetto di minorenni ha continuato a rifornirsi di birra nei supermercati mandando un “complice” maggiorenne a comprare le bottiglie e perché qualche bar – soprattutto in periferia e nelle frazioni, dove i controlli per fatale carenza di uomini non ci sono stati – ha fatto orecchie da mercante, continuando a vendere alcol subito consumato all’aperto (emblematiche le fotografie circolate sui social di un bar di Piano della Lenta al cui esterno sono state lasciate parecchie bottiglie vuote). Inoltre, dei quattro distributori automatici di cibo e bevande presenti in centro, due non hanno rispettato l’ordinanza che imponeva loro di mettere del personale a controllare gli accessi. Si presume – fino a ieri sera non c’era ufficialità su questo – che saranno multati e forse chiusi.
La tensione maggiore si è registrata all’angolo tra via Capuani e via Costantini, davanti al bar Iskra, che distribuiva birra in bicchieri di plastica agli avventori presenti all’esterno. Una pattuglia della polizia locale è stata mandata sul posto e ha multato due clienti trovati con il bicchiere in mano mentre gli altri si dileguavano. Il gestore a quel punto ha ritenuto opportuno chiudere in anticipo. Gli agenti delle varie forze dell’ordine hanno cercato di limitare al minimo le sanzioni, il cui bilancio probabilmente verrà reso noto oggi, e in diversi casi hanno usato le buone invitando i ragazzi con le bottiglie in mano a depositarle nei cestini dei rifiuti. È accaduto, in particolare, in piazza Sant’Agostino.
L’assessore comunale Maurizio Verna, che ha presidiato il centro insieme agli uomini della polizia locale, fa così il bilancio: «Siamo soddisfatti. L’ordinanza ha funzionato, c’era molta meno gente e i comportamenti sbagliati sono stati limitati. Certo, resta la questione delle bottiglie che i minorenni si fanno comprare da un maggiorenne nei supermercati. Vedremo se è possibile aggiungere all’ordinanza una quantità massima di bottiglie che si possono acquistare». Se si fa notare a Verna che l’ordinanza danneggia comunque gli esercenti perché scoraggia la vendita da asporto (cibi e bevande si devono portare e consumare per forza a casa), al risposta è: «Vero, ma questo è un momento in cui tutti devono fare la propria parte. È tempo di fare qualche sacrificio, si spera solo per qualche settimana».
Il sindaco Gianguido D’Alberto conferma: «Sì, qualche esercente si è lamentato, ma abbiamo fatto capire loro che un provvedimento del genere era necessario. Il vero tema, in realtà, non è se questa ordinanza fosse necessaria, ma se sia sufficiente. Io mi auguro di poterla revocare e allentare, ma sia chiaro che se nelle prossime settimane non vedremo che c’è una presa di coscienza valuteremo anche la chiusura di strade e piazze, che per ora si è preferito evitare».
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