«Meno burocrazia in Comune»

Dibattito con le aziende di Api e Aniem che presentano un elenco di priorità
TERAMO. Si è parlato di economia e del futuro di Teramo mercoledì sera nell’incontro organizzato dall’Api e dal collegio edili Aniem con i candidati sindaco. A confrontarsi con la platea di imprenditori quattro dei sette candidati: Giovanni Cavallari, Gianguido D’Alberto, Mauro Di Dalmazio e Giandonato Morra. A loro i due presidenti – Fiorenzo Polisini (Aniem) e Alfonso Marcozzi (Api) – hanno consegnato un documento d’impegno su alcune questioni ritenute basilari. Eccole, in sintesi: Teramo capoluogo deve tornare a svolgere quella funzione di traino fondamentale per tutta la provincia; la ricostruzione post sisma è un nodo centrale al quale bisognerà dare la massima priorità, quindi la nuova amministrazione dovrà incidere fortemente sull’Ufficio speciale per la ricostruzione. E poi una politica che attragga nuove aziende nel nucleo industriale e sostenga quelle superstiti, con defiscalizzazioni per pmi e commercianti e con un sistema a burocrazia zero.
Impegnarsi sulla semplificazione delle procedure, sulla trasparenza e sulla reingegnerizzazione dei processi. In definitiva riorganizzare i servizi del Comunee renderli più veloci: «in Italia 22 miliardi all’anno è il costo della burocrazia per le piccole e medie imprese. Il 41,3% impiega fino a tre giorni lavorativi al mese per portare a termine tutti gli adempimenti richiesti dalla pubblica amministrazione». E ancora: «pagamenti dei lavori in tempi certi, i ritardi nei pagamenti sono un atto di inciviltà verso le imprese», oltre a «pulizia e decoro di Teramo città».

