Meno rapine e furti, aumenta lo spaccio

13 Gennaio 2017

Patrizi: «Proficua collaborazione con sindaci e polizia municipale per tenere ancor più sotto controllo il territorio»

TERAMO. “Sicurezza partecipata”. E’ questa la parola d’ordine che ha ispirato l’azione del prefetto, Graziella Patrizi, nel coordinare l’attività di contrasto alla criminalità in provincia di Teramo.

Una situazione che vede in diminuzione il numero di reati, passati dagli 11.291 del 2015 ai 9.308 del 2016, con una flessione soprattutto per quel che riguarda rapine, truffe e frodi. In aumento invece reati legati alla prostituzione, agli stupefacenti alla contraffazione di marchi. «Teramo soffre di una criminalità di transito», spiega il prefetto, «perchè è una zona baricentrica rispetto alle diretrici Nord-Sud ed Est-Ovest. Ecco dunque l’esistenza di traffico di merci illegali come droga e prodotti con marchi contraffatti, ma anche un flusso di immigrazione clandestina verso Nord». Da qui l’attività a tutela dell’ordine e la sicurezza pubblica, non solo diretta contro il terrorismo e la criminalità organizzata, ma anche contro forme di criminalità diffusa, sia sulla costa che nell’entroterra e nel capoluogo.

E per fare questo Patrizi ha deciso di valorizzare non solo la “tradizionale” attività delle forze dell’ordine, ma di aggiungere un «canale privilegiato con i sindaci e la polizia municipale: l’azione sinergica con gli enti locali è fondamentale per garantire la sicurezza alla collettività». Diverse le direttive ai sindaci emanate sinora, a partire dall’insediamento del prefetto, nel maggio scorso. Tutte volte a incentivare la collaborazione fra forze dell’ordine e polizie locali in diversi ambiti, dall’abusivismo commerciale fino al terrorismo, visto che la polizia locale è quella più vicina al territorio e che dunque si può rendere conto con più immediatezza di tutta una serie di situazioni. Su questo leit motiv anche la collaborazione con enti come Inps e Inail in controlli in settori specifici come il lavoro nero. A questo proposito Patrizi annuncia che l’altroieri il comitato per l’ordine e la sicurezza ha stabilito un piano straordinario di controllo del territorio mirato a contrastare lo sfruttamento della manodopera, oltre che l’immigrazione irregolare.

E poi ci sono le campagne di prevenzione, ad esempio quella contro il bullismo “Il più forte sono io” in 21 istituti scolastici o contro le truffe finanziarie agli anziani per cui è stato costituito un apposito comitato provinciale a cui partecipa anche l’Abi, a cui la prefettura chiederà di finanziare la realizzazione di una serie di pieghevoli da distribuire in provincia. A breve, poi, partirà un progetto pilota contro l’abusivismo e la contraffazione: previsto un incontro il 16 gennaio all’istituto “Zoli” di Atri, uno il 16 febbraio all’”Alessandrini” di Teramo e un terzo il 16 marzo al “Moretti” di Roseto. In questo caso la collaborazione è con le associazioni di categoria del commercio e con le forze dell’ordine. «I giovani spesso acquistano dai venditori clandestini: il nostro obiettivo è far capire loro quali sono i riflessi negativi, anche per la salute», spiega il prefetto.

Patrizi fa poi il punto per l’immigrazione, che vede la provincia di Teramo primeggiare in Abruzzo con un +6.6% di popolazione immigrata nel decennio 2001-2011 e con il 28,3% di tutti gli immigrati presenti in Abruzzo. Per l’accoglienza di stranieri che chiedono la protezione internazionale, esistono 23 strutture in 15 centri della provincia che ospitano 859 richiedenti asilo. In otto Comuni sono previsti percorsi di integrazione.

A scendere nel dettaglio è stato il questore Enrico De Simone. Ha sottolineato che sono diminuiti i furti (-18,9%) e le rapine (-18,5%), le truffe e frodi informatiche (-15,2%), le estorsioni (-43,2%) e le violenze sessuali (-14,2%). «Continueremo a muoversi su due direttrici», annuncia De Simone, «la sicurezza partecipata coinvolgendo anche la cittadinanza. Abbiamo fatto dei tavoli tecnici con la polizia locale per farla entrare nella forma mentis del controllo del territorio. E poi anche la visibilità: sebbene diminuiscano i reati non diminuisce la percezione di insicurezza del cittadino: per questo ci stiamo facendo vedere il più possibile». Il questore inoltre sottolinea l’aumento del numero di misure di prevenzione. Per una provincia tranquilla come Teramo sono stati emessi ben 49 Daspo, in diverse discipline sportive: «è un dato che deve far riflettere», commenta.

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