«Mensa scolastica, la tariffa cresce del 133%»

9 Agosto 2023

Notaresco. L’opposizione: «Aumenti pesanti anche per trasporto alunni e imposta sugli immobili»

NOTARESCO . «Più tasse per tutti». È questo lo slogan in cui il gruppo di opposizione sintetizza l’effetto del bilancio di previsione appena approvato in consiglio comunale. “Siamo Notaresco”, composto da Giuseppe Corradetti, Antonina Speziale e dall’ex sindaco e presidente della Provincia Diego Di Bonaventura, non risparmia le bordate all’amministrazione. «Tra i primi atti ha scelto senza che ve ne fosse necessità alcuna di aumentare tasse e tariffe», attacca, «l’Imu sulle attività industriali, artigianali e commerciali – che con Di Bonaventura era stata fiore all’occhiello del territorio con un’aliquota tra le più basse consentendo tanti nuovi insediamenti produttivi – viene alzata dal 9,7% al 10,6%: questo significa che a imprese, bar, negozi, farmacie, centri estetici, parrucchieri, ristoranti, piccole botteghe, già duramente provate dalla difficile congiuntura economica generale, verrà recapitato come regalo natalizio un cospicuo conguaglio di fine anno».
Per “Siamo Notaresco” è «ancora più grave l’aumento indiscriminato e scriteriato delle tariffe dei servizi scuolabus e mense, che peserà sulle famiglie e con un accanimento soprattutto sulle fasce sociali più deboli: la tariffa trasporto scolastico viene più che raddoppiata per chi ha un Isee sotto gli ottomila euro e in proporzione ci sono aumenti per tutte le fasce. Il servizio mensa aumenta addirittura del 133% per cento sulle fasce deboli». Secondo l’opposizione si tratta di «una vera vergogna l’aver portato la tariffa giornaliera per la refezione scolastica a 3,50 euro per tutti gli alunni, senza progressività e a prescindere dal reddito delle famiglie, in palese spregio dei basilari principi della Costituzione».
A detta del gruppo «l’amministrazione può ravvedersi in extremis e non gravare sulle tasche di imprese e famiglie: basta che la giunta adotti una variazione di bilancio d’urgenza e rinunci all’aumento delle spese inutili, che si appresta a incrementare e nello specifico: istituzione della figura del presidente del consiglio comunale con relativo emolumento (circa 6mila euro annui); aumento delle spese istituzionali, portate da 1.500 a 7mila euro annui; aumenti per manifestazioni da 50mila euro a 95mila euro e soprattutto sindaco, vice sindaco e assessori dovrebbero rinunciare all’adeguamento dei loro emolumenti che hanno anticipato di un anno, mettendo evidentemente le esigenze personali prima di quelle della collettività».