Mense, addetti senza stipendio: scatta lo sciopero negli ospedali

Fallisce la trattativa in prefettura tra Filcams Cgil e la Pap, azienda che prepara e distribuisce i pasti Servizio bloccato anche alla casa di riposo De Benedictis e nei Comuni di Castelli, Alba e Morro d’Oro
TERAMO . Scatta lo sciopero degli addetti alle mense nei quattro ospedali della provincia, alla casa di riposo De Benedictis e nei Comuni di Castelli, Alba Adriatica e Morro d’Oro. È l’effetto della vertenza in corso tra la Filcams Cgil e la Pap, azienda che gestisce i servizi di refezione nelle strutture pubbliche in questione. Il confronto in prefettura tra le parti, infatti, non ha sbloccato la situazione relativa ai ritardi nel pagamento degli stipendi.
«Non ci sono più le condizioni per il dialogo», sottolinea il segretario del sindacato Mauro Pettinaro, «abbiamo ribadito la situazione grave e costante in cui versano i lavoratori degli appalti pubblici citati». Lo scontro partito dalla vicenda dei dipendenti della società impegnati nella casa di riposo, dunque, si allarga. «Sono oramai anni che va avanti una battaglia sindacale che ha portato continui tavoli e iniziative», fa notare Pettinaro, «grazie alle nostre azioni abbiamo quantomeno limitato i danni, ma la misura è colma. Dopo aver tentato tutte le strade possibili, dopo aver intrapreso tutte le azioni che potevano portare a una soluzione, non abbiamo potuto che constatare il limite invalicabile oltre il quale ci risulta impossibile andare avanti». Il sindacato ha chiesto agli enti coinvolti «una soluzione definitiva, ribadendo la nostra netta contrarietà riguardo questa situazione drammatica che colpisce centinaia di lavoratori. Ci siamo rivolti alla prefettura a cui abbiamo posto l’interrogativo sul potere che lo Stato e l’amministrazione pubblica, in questo caso, devono esercitare affinché ci si avvii ad una soluzione definitiva».
La sollecitazione è a «porre fine a questo stillicidio che crea non solo situazioni di disagio economico alle tantissime famiglie interessate, ma porta a una frustrazione psicologica diventata oramai insostenibile. Pensare che negli appalti pubblici gestiti da enti che rappresentano lo Stato possano maturare situazioni di illegittimità e illegalità non è accettabile». Il confronto, dunque, non più prescindere da iniziative di protesta. «È tempo di dimostrare che le istituzioni possono ancora evitare queste situazioni drammatiche e davvero essere vicine a lavoratrici e lavoratori», osserva Pettinaro, «ancora una volta, non ci sono state date garanzie, non ci sono state indicate date per i pagamenti e una prospettiva che inglobasse un piano che quantomeno potesse dare una prospettiva. Ci rammarichiamo perché, ancora una volta, al centro della discussione del tavolo la Pap non ha messo il pagamento degli stipendi, ma le difficoltà aziendali. Non ci sottraiamo alla discussione sui problemi o sulla malagestione degli appalti pubblici, ma per l’ennesima volta registriamo una mancanza di rispetto dei lavoratori che, è stato ricordato da tutte le istituzioni, hanno continuato a mantenere il servizio con dignità e professionalità senza percepire lo stipendio». (g.d.m.)
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