Mense scolastiche, si parte tardi «Troppi disagi per le famiglie»

Il Comune ha annunciato la ripresa per il 30 settembre mentre l’attività didattica riparte l’11 Accuse da Cgil e dai gruppi di opposizione: «L’ente dimostra una grave carenza di programmazione»
TERAMO. L'avvio del servizio mensa nelle scuole comunali di Teramo scatena le polemiche. La data del 30 settembre, annunciata dall'assessora al ramo Miriam Tullii, non piace alla Cgil né alle opposizioni che parlano di grave disservizio e carenza di programmazione. Le scuole riapriranno i battenti a partire dall'11 settembre, ma la mensa sarà attivata solo venti giorni dopo. Un sistema, questo del disallineamento, consolidato a Teramo, con l'unica eccezione verificatasi lo scorso anno.
La Cgil, da sempre in prima linea sul tema, va all'attacco del Comune partendo da un paragone con la vicina Giulianova: qui, infatti, è stato accolto l'appello del sindacato, lanciato a luglio, affinché il servizio fosse garantito sin da subito, mentre a Teramo «si torna indietro: la nuova assessora, con delle motivazioni che se non fossero immaginiamo riportate in un atto amministrativo non faticheranno a definire puerili, annuncia come un'opportunità la riapertura delle mense scolastiche il 30 settembre», dice il segretario della Camera del lavoro Pancrazio Cordone. «Quindi un comune capoluogo di provincia che ha spinto sul tempo pieno, non tanto per convinzione pedagogica ma mosso da sete di risparmio di risorse», continua, «non si fa nemmeno carico di garantire un servizio necessario a questa articolazione dell’orario scolastico». Il sindacalista ricorda come accanto ai disagi patiti dalle famiglie, ci siano anche quelli di lavoratrici e lavoratori del servizio ristorazione che perdono settimane di retribuzione. «Si ha tutto il tempo per riattivare il servizio fin dal primo giorno di scuola, si tratta di volerlo», conclude Cordone la cui posizione viene sposata anche dal capogruppo in consiglio comunale di Fratelli d'Italia Luca Corona. «È incredibile che un'amministrazione di centrosinistra entri in conflitto sempre più spesso persino con la Cgil. In questo caso, tra l'altro, su un tema così importante per le famiglie», dice Corona, «a luglio sono stati chiusi i nidi per il troppo caldo. Ora la mensa parte in ritardo: quali sono i motivi reali di questi gravi disservizi? È evidente l'assenza e l'incapacità di programmazione». Dura anche la consigliera di Futuro In, Laura Angeloni: «Voler difendere un clamoroso ritardo nell’erogazione di uno dei servizi più importanti e utili alle famiglie per consentire agli uffici una “puntuale verifica delle richieste pervenute” è davvero una giustificazione sconfortante», scrive la consigliera riportando le parole dell'assessora che aveva spiegato come l'avvio ritardato del servizio serva a evitare disagi a quanti ancora non hanno presentato domanda per usufruirne.
Angeloni definisce «irritante» il comunicato di Tullii rea, a suo dire, di elogiare «il proprio operato» facendo passare «questo disservizio come una precisa volontà dell’amministrazione di andare incontro alle famiglie stesse. Quando l‘assessore ricorda con solerzia alle famiglie i termini di presentazione delle domande, omettendo di scusarsi per il ritardo causato nella gestione del servizio, dovrebbe anche ricordare a se stessa che il lavoro di un buon amministratore dovrebbe essere improntato principalmente ad organizzare gli uffici per andare incontro alle reali e legittime richieste dei cittadini senza creare disservizi». La consigliera conclude chiedendo al Comune di avviare il servizio mensa sin dal primo giorno di scuola.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

