Mercante (M5s) torna all’assalto del Bim: «Va chiuso perché non dà niente ai Comuni»

10 Febbraio 2015

Non si placa la querelle sul Bim Vomano-Tordin. Il consigliere regionale Riccardo Mercante (nella foto) risponde alle affermazioni del consorzio e torna a chiedere lo scioglimento dell'ente,...

Non si placa la querelle sul Bim Vomano-Tordin. Il consigliere regionale Riccardo Mercante (nella foto) risponde alle affermazioni del consorzio e torna a chiedere lo scioglimento dell'ente, giudicato inutile. L'esponente del M5S ha presentato una proposta di legge finalizzata alla cancellazione del Bim, dato che, secondo Mercante, i Comuni aderenti al consorzio potrebbero beneficiare del suo scioglimento, in modo tale che il costo del personale del Bim non graverebbe più sulle casse municipali. Il presidente dell'ente Franco Iachetti aveva però ribattuto sostenendo l'utilità del consorzio ed evidenziando le numerose azioni portate a termine a beneficio del territorio. «Ogni euro speso per il Bim è un euro speso inutilmente», dichiara Mercante nel nuovo capitolo della polemica. Il consigliere, auspicando per il Bim Vomano-Tordino la fine di quello dell'area del Tronto, sciolto nel 2012, difende la propria proposta di legge, la quale modificherebbe la norma già esistente aggiungendo l'obbligo, per i Comuni contrari allo scioglimento del Bim, di motivare ufficialmente la scelta. Mercante, a riguardo delle attività svolte dal consorzio ed elencate da Iachetti, afferma come tali compiti siano già assolti dai Comuni e che il lavoro del Bim «nulla aggiunge in termini di benefici alla collettività. Buona parte dei proventi Enel incassati dal Bim sono utilizzati per pagare i dipendenti o per le cospicue remunerazioni degli organi istituzionali, presidente compreso», aggiunge Mercante, «e poi la legge consente ai Comuni di riscuotere essi stessi direttamente e per la parte loro dovuta i sovracanoni, senza bisogno, perciò, di alcun intermediario. Anzi, in questo modo ciascun Comune potrebbe ricevere esattamente quanto gli spetta, senza attendere una redistribuzione effettuata in modo discrezionale ed a volte per fini di dubbio di valore». (s.p.)