Mercatini ad Alba Conflavoro contesta le nuove regole
L’affidamento è riservato a Confcommercio e Confesercenti Viscioni: «Anche noi siamo rappresentativi del settore»
ALBA ADRIATICA. «Anche Conflavoro deve essere presa in considerazione per l’organizzazione dei mercatini estivi ad Alba Adriatica». A parlare è il presidente provinciale di Conflavoro Pmi Albano Viscioni, che entra così nel dibattito che si è aperto da qualche giorno su uno dei temi più delicati nella programmazione del calendario degli eventi estivi.
Ad accendere il dibattito è stata la presa di posizione dell’assessore al commercio Paolo Cichetti, per il quale nel 2019 i mercatini potranno essere assegnati soltanto a Confesercenti e Confcommercio. Questo per interpretazione della nuova normativa regionale che il Comune di Alba Adriatica si appresta a recepire nei propri regolamenti e che individua solo nelle “associazioni imprenditoriali maggiormente rappresentative” i possibili soggetti alla guida dei mercatini. Vista la rosa ridotta a due, per Cichetti cadrebbe anche la necessità di indire veri e propri bandi per scegliere gli organizzatori dei mercatini. Una presa di posizione, quella dell’assessore, che ha provocato scontati malumori tra le sigle penalizzate. Viscioni, in particolare, non ci sta a far passare il messaggio che Conflavoro non possa essere contemplata tra le associazioni da prendere in considerazione per l’affidamento dei mercatini.
«E’ mio dovere mettere a conoscenza l’assessore del fatto che Conflavoro Pmi è un’associazione sindacale della piccola e media impresa», sottolinea Viscioni in una nota, «che può ritenersi di buon grado una struttura modello a cui le oltre 67mila imprese associate, delle quali ben 34mila nel settore del commercio, si affidano per le attività istituzionali svolte». Imprese che, continua la nota, l’associazione rappresenta sui tavoli istituzionali e di concertazione, «essendo regolarmente riconosciuta e considerata a tutti gli effetti un’associazione di categoria maggiormente rappresentativa» e avendo sottoscritto numerosi contratti nazionali di lavoro in diversi settori tra cui appunto commercio, artigianato, calzaturiero, tessile e turismo. «Non avendo dubbi che un sindacato, per essere maggiormente rappresentativo, deve avere i requisiti fissati dalla circolare 14 del 1995 del ministero del Lavoro», continua Viscioni, «riteniamo che tali parametri debbano essere quelli sufficienti, unici e qualificanti. Conflavoro Pmi ha dunque il pieno diritto di riconoscimento della sua attività di sindacato datoriale maggiormente rappresentativo proprio perché in maniera immanente rispetta le leggi, i contenuti e il modus operandi di un sindacato di categoria. Invitiamo quindi a rivedere quanto affermato dall’assessore Cichetti, prendendo in considerazione l’opportunità di un confronto tra le parti, con le quali prendere accordi e instaurare un percorso di collaborazione».
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