Mercatini annullati, è scontro «Nessuna norma lo richiedeva»

Il consigliere Mustone replica a Grimi sulla mancata organizzazione delle esposizioni natalizie «Errata lettura della direttiva Bolkestein, mancano programmazione e volontà di trovare risorse»
GIULIANOVA. «Per quest’anno non doveva cambiare nulla». Carlo Mustone, consigliere comunale del gruppo di maggioranza “Civicamente”, replica così all’assessore al commercio Gianluca Grimi sull’organizzazione dei mercatini natalizi. Secondo l’amministratore l’iniziativa sarebbe stata bloccata dall’entrata in vigore di disposizioni contenute nella direttiva Bolkestein, ma la situazione sarebbe diversa.
«A settembre 2016 è stata diramata una normativa in cui tutti i comuni venivano invitati a programmare i mercatini ogni anno entro il 31 gennaio: dunque per questo Natale nessun cambiamento doveva esserci», sottolinea Mustone, «invece, grazie ad una errata lettura della direttiva, siamo l’unico comune in Italia e in Europa a non aver dato luogo a mercatini di qualità pianificata con la categoria». Il consigliere invita a dare un’occhiata in giro per rendersi conto che a Tortoreto, Mosciano, Roseto e Teramo queste iniziative natalizie si tengono senza impedimenti. Secondo lui vero problema è dovuto dalla scarsa programmazione e dalla mancata volontà di reperire risorse. «Per i mercati non ci sono problemi», sottolinea Mustone», li abbiamo già settimanalmente tutto l’anno nei giorni di giovedì e sabato: occorre invece parlare di qualità puntando su antiquariato, collezionismo e tipicità».
Il consigliere cita proprio i mercatini natalizi e la manifestazione ‘Orsini Street’, da sostenere in quanto di buon livello e concordati con i commercianti. Mustone, invece, fa notare che «è andato tutto a rotoli» dopo il caos creato dal Festival Street Food promosso da un’associazione non giuliese. «Gli organizzatori», afferma Mustone, «non avevano presentato nemmeno il modulo Nias per la notifica sanitaria cinque giorni prima, come prevede la norma, e non hanno pagato l’occupazione di suolo pubblico. In compenso ci siamo ritrovati i carabinieri del Nas in Comune». Insomma un bel caos che, secondo il consigliere, non finirebbe qui visto che Grimi, per timore di conseguenze, si sarebbe inventata l’esistenza della direttiva Bolkestein. Evidentemente qualcosa non va. «Il mio ruolo», insiste Mustone, «è quello di consigliere comunale eletto dai cittadini ed ho il dovere di vigilare per il bene della città».
Sulle voci di un suo ingresso in giunta dopo il rimpasto l’esponente di ‘Civicamente’ sgombera il campo da ogni illazione. «Mi piace troppo rimanere un semplice consigliere» chiarisce respingendo anche l’accusa secondo cui assume decisioni in solitudine. «Mai avuto tutto questo potere», replica, «in estate ogni iniziativa è stata condivisa con la maggioranza. Non prometto, ma ascolto cercando sempre di trovare qualcosa di carino in accordo con i commercianti».
Alfonso Aloisi
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