Mercato al Paese, il Comune non risponde agli ambulanti

GIULIANOVA. Gli ambulanti che animano il mercato settimanale del Paese, quello storico per intenderci, temono che tra non molto l’esposizione sarà destinata a morire. I commercianti, il 23 ottobre...
GIULIANOVA. Gli ambulanti che animano il mercato settimanale del Paese, quello storico per intenderci, temono che tra non molto l’esposizione sarà destinata a morire. I commercianti, il 23 ottobre scorso, hanno protocollato una richiesta diretta al sindaco e all’assessore al commercio rimasta lettera morta. Nella missiva, a firma della quasi totalità degli espositori, veniva avanzata la proposta di “spostamento in blocco dal lato sud al lato nord di piazza della Libertà per motivi di freddo e intemperie varie che mettono a rischio le attività”.
Non è soddisfatto del silenzio da parte dell’amministrazione comunale Ivo Felicioni, il veterano del mercato del Paese ma anche di quello del Lido, visto che esercita la propria attività sulla piazza di Giulianova da oltre 40 anni. Così il commerciante ambulante: «Intrattenere buoni rapporti con una amministrazione comunale è interesse di tutti. Quando però si viene letteralmente ignorati, allora la cosa non può che dispiacere. Tra l’altro, per brevità, in calce alla lettera ho indicato il mio numero di telefono cellulare, ma in oltre un mese e mezzo dalla nostra richiesta non c’è stato alcun segnale. Eppure l’assessore Marco Di Carlo per il mercato del giovedì al Lido si è letteralmente sbracciato. Personalmente sono coinvolto anche lì come espositore e quindi ho toccato con mano l’attività messa in campo dall’amministrazione. Probabilmente quello del Paese è considerato un mercato povero e sconveniente e quindi destinato alla morte. Anni addietro, per far comprendere quanto sia grande il mio affetto nei confronti di Giulianova Paese, ho rinunciato al mercato del sabato a Teramo. Dico anche che negli ultimi mesi due o tre ambulanti sono andati via e il numero dei superstiti si è ancor più assottigliato. In tutte le realtà si compie ogni sforzo per incrementare le presenze, meno che a Giulianova Paese. Nel nostro caso anzi si fa di tutto per non creare le migliori condizioni per sviluppare le attività».
In alternativa, oltre alla parte nord di piazza della Libertà, ovvero la strada in salita, gli ambulanti avrebbero espresso, ma solo verbalmente, la volontà e la possibilità di trasferirsi sulla parte più a sud di corso Garibaldi o addirittura su piazza Buozzi. «Anche su queste ulteriori due indicazioni non abbiamo avuto repliche», conclude Felicioni, «e così stiamo rimpiangendo quando eravamo in via del Popolo e dintorni».
Alfonso Aloisi
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