Mercato coperto, cantiere fermo per l’antico muro da proteggere

14 Ottobre 2024

Il Comune è in attesa del responso ufficiale da parte della Soprintendenza sulla gestione del reperto Manca anche il nulla osta sulla modifica progettuale per la tutela dell’arco della sede municipale

TERAMO . Un dubbio ferma il cantiere per il recupero dell’ex mercato coperto. È quello sulla sorte da riservare all’antico muro affiorato sotto il pavimento del complesso in ristrutturazione che affaccia su piazza Verdi. Il Comune è in attesa che la Soprintendenza, classificato il reperto, indichi ufficialmente le modalità con cui dovrà essere trattato. Va stabilito, in sostanza, se deve essere lasciato a vista, adottando una soluzione progettuale simile a quella prevista per via Sant’Antonio, dove è affiorato un mosaico romano durante gli scavi di ripavimentazione, o se potrà essere ricoperto, proseguendo con l’intervento già pianificato. In attesa del chiarimento, che sarebbe arrivato ma solo in forma verbale circa la possibilità di procedere senza variazioni, i lavori restano fermi. Il cantiere in piazza Verdi è stato aperto formalmente a fine gennaio con la consegna coperto alla ditta appaltatrice dell’intervento da oltre cinque milioni di euro reperiti tramite il Pnrr. La struttura, una volta rimessa a nuovo, diventerà un centro di promozione delle eccellenze del territorio non solo cittadino. Tornerà a ospitare i piccoli produttori agricoli a cui, prima dello sgombero, era destinato il seminterrato dell’immobile, ma anche artigiani e prodotti enogastronomici in vendita o da degustare sul posto. Il progetto prevede, infatti, che l’ampio solarium sul tetto dell’edificio sia allestito con tavoli e una sorta di giardino pensile dove saranno serviti ai visitatori aperitivi e cene che esaltino le migliori produzioni locali. Per la conclusione dell’intervento l’amministrazione ha calcolato tre anni di lavori che sanciranno anche la scadenza del termine ultimo per l’impiego dei fondi del Pnrr fissato proprio al 2026. Di tempo, insomma, non ce n’è tantissimo e un ulteriore prolungato ritardo rischia di compromettere il risultato.
il caso municipio
Quello per il mercato coperto, comunque, non è l’unico cantiere in attesa di responso da parte della Soprintendenza. In una situazione simile è anche il recupero post-sisma della sede storica del Comune in piazza Orsini. Manca il via libera, infatti, al progetto riformulato con la salvaguardia dell’arco e della porzione di edificio sovrastante che collega l’ultimo tratto di via della Verdura con via Palma. Nella prima versione erano previsti abbattimento e ripristino della struttura rispettandone i profili originari. La Soprintendenza, però, ha ritenuto impraticabile questa soluzione, imponendo la tutela dell’arco e dei locali nella parte superiore che, oltre agli uffici dell’ente, sono adibiti in parte anche ad abitazioni. L’amministrazione ha consegnato la modifica progettuale a settembre e avrebbe ricevuto rassicurazioni, anche in questo caso informali, sulla rapida valutazione degli accorgimenti adottati per aderire alle prescrizioni. A quanto pare, però, il nulla osta non è ancora arrivato.
la strada in centro
Un ulteriore fronte aperto è quello per la riqualificazione di salita Izzone. Si tratta dell’ultimo cantiere per così dire inaugurato dal Comune ma che ha subito incontrato un ostacolo. L’obiettivo è evitare scavi perché, trattandosi di una strada in pieno centro storico, nella zona di corso Porta Romana, c’è il serio pericolo di incappare in reperti romani che implicherebbero rallentamenti per la loro valutazione e l’eventuale tutela. Sul tipo di soluzione da adottare per il nuovo pavimento della strada che sbuca in via Trento e Trieste serve il parere della Soprintendenza. I contatti sono proseguiti finora tra lungaggini e appuntamenti rinviati che hanno portato a fissare un incontro, probabilmente risolutore, per lunedì della prossima settimana. Salvo imprevisti.
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