Mercato del lavoro Servono soprattutto professioni tecniche

17 Novembre 2018

Convegno su orientamento e giovani promosso dal vescovo Richiesti ingegneri, specialisti gestionali e informatici

TERAMO. «Giovani: orientamento e lavoro” è un convegno su un tema cruciale che si è svolto ieri alla Camera di commercio e che ha visto la partecipazione di esperti e dirigenti dei ministero del Lavoro e Anpal (Fabia D’Andrea e Domenico Bova) e dell’Istruzione, Università e Ricerca scientifica (Giovanna Boda).
Un convegno, fortemente voluto dal vescovo Lorenzo Leuzzi, che anticipa una convenzione fra l’Anpal, agenzia del ministero del Lavoro, e la Cei, conferenza dei vescovi, per una collaborazione riguardo all’inserimento lavorativo nelle diocesi, nelle parrocchie e negli enti di assistenza collegati.
Ma ieri si è parlato della stretta connessione fra scuola, università e lavoro sotto diversi punti di vista. Prevedere quali saranno i cambiamenti del mercato del lavoro significa poter formare i giovani su determinate professioni richieste dal mercato. Il rapporto Excelsior, elaborato da Anpal e Unioncamere prevede che da qui al 2022 saranno necessari più di 2,5 milioni di occupati, ma il 70% di questi dovrà possedere competenze piuttosto elevate e qualificate. Come sottolineato da Alfonso Balsamo, funzionario di Confindustria, «il fabbisogno di lavoro nei prossimi 5 anni è indirizzato verso ingegneri, specialisti gestionali, informatici e meccanici di precisione fra i laureati e fra diplomati tecnici della tessitura, delle confezioni, modellisti. La figura più difficile da trovare in assoluto è quella dello sviluppatore informatico». E basilare in questo contesto è l’università non solo per l’apporto in termini di didattica e ricerca – ha spiegato Christian Corsi, docente dell’università di Teramo – ma anche per la terza e quarta missione cioè nei rapporti con il territorio e nel placement, cioè nell’accompagnamento dello studente verso il mercato del lavoro. L’università di Teramo, al riguardo, ha fatto esperienze e progetti molti innovativi.
E di esperienze si è parlato a lungo: Erika Rastelli dell’Aran cucine di Atri ha parlato di un’azienda direttamente impegnata a formare i propri dipendenti. E ancora Paolo Binda ha parlato della scuola Oliver Twist che a Como consente di adempiere all’obbligo scolastico in una scuola di formazione professionale che riesce a motivare molto ragazzi bocciati nei corsi tradizionali. (a.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.