Mercato di Pineto Torna la tensione fra gli ambulanti

Slitta il ritorno in centro, accuse al sindaco Verrocchio Conseguenze nel Pd: Nardi si dimette dal direttivo
PINETO. A Pineto non c’è ancora una data certa per il ritorno del mercato settimanale da piazza Roma in centro. Un’incertezza che sta facendo di nuovo accendere gli animi dei titolari delle bancarelle che anche stamattina dovranno aprire i banchi nella sede, a loro sgradita, individuata dal Comune per meglio rispettare le i protocolli di sicurezza anti-Covid. All’unanimità i commercianti chiedono una data certa per tornare in via D’Annunzio al fine di programmare le loro attività, anche in considerazione degli scarsi incassi registrati nelle scorse settimane nella nuova sede mercatale. Sul tema mantiene ancora una posizione di attesa diplomatica il presidente di Anva Confesercenti Domenico Giampaolo che spera fino all’ultimo di trovare un accordo prima di ripartire con una dura. «Attendevamo in questi giorni una risposta da parte del primo cittadino Robert Verrocchio», dice Giampaolo, «in base a degli accordi ci aveva promesso di comunicarci quando saremmo potuti tornare di nuovo in centro città, ma al momento solo silenzio. Di fatto i nostri associati sono in fermento, sono esausti di questo tira e molla e chiedono date certe per programmare l’estate. Dall’altra parte non capisco come mai in questi giorni in tutte le parti d’Abruzzo si stiano facendo mercatini e a Pineto questo non sia possibile. Ora siamo nelle mani del sindaco: in piazza Roma di certo non si può lavorare». Nelle scorse settimane una frangia di ambulanti aveva disertato la nuova sede del mercato preferendo centri più frequentati. La situazione ieri ha provocato anche delle conseguenze all’interno del Pd locale, partito del sindaco. Si è infatti dimesso dal direttivo del partito Enzo Nardi, commerciante ambulante, che in una nota ha scritto: «La circostanza che ha scatenato la mia scelta è legata al silenzio sulla decisione scellerata del sindaco di delocalizzare il mercato, un progetto già presente nella sua mente da almeno un anno e realizzato con il pretesto dell’emergenza sanitaria». Il caso mercato sembra aver innescato anche una serie di malumori all’interno della maggioranza.
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