Mercato ittico, la gestione è sotto accusa

19 Luglio 2023

Mastromauro: «C’è una diffida dall’Autorità della concorrenza, violate le regole con l’assegnazione diretta al consorzio»

GIULIANOVA. Prosegue «l’operazione verità» avviata dall’ex sindaco Francesco Mastromauro con un nuovo capitolo su problematiche amministrative: nel mirino questa volta finisce il mercato ittico di Giulianova. Scopo dell’ex amministratore, come lui stesso ha affermato, è quello di portare a conoscenza della cittadinanza alcune questioni legate alla gestione del mercato ittico che potrebbero generare risvolti negativi sia per l’immagine della città, sia per gli operatori del settore.
«Durante la mia attività di avvocato», afferma Mastromauro, «mi sono imbattuto in un grande pasticcio che, se non risolto in tempo, produrrà danni enormi all'interna marineria e alle casse comunali: è stato inoltrato il 16 marzo scorso», continua l’ex sindaco, «un ricorso da parte dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che riguarda irregolarità nella procedura di affidamento per la gestione del mercato ittico comunale». Nel marzo scorso, l’Autorità garante ha inviato una diffida al presidente della Regione Marco Marsilio e al sindaco Jwan Costantini, nella quale viene ripercorsa tutta la vicenda legata all'affidamento del mercato ittico giuliese alla società consortile a responsabilità limitata che tutt’ora si occupa del servizio, invitando gli enti a porre subito rimedio. «Non c’è stata concorrenza nella procedura», spiega Mastromauro, «perché, di fatto, il Comune di Giulianova in quanto consoriziato dell’Ente porto, non poteva acquisire quote della società consortile del mercato ittico, dal momento che aveva ricevuto un affidamento provvisori: in secondo luogo», tiene a precisare l’ex amministratore, «non si poteva affidare in maniera diretta tale servizio, in quanto non si tratta di una procedura in house, ovvero senza evidenza pubblica». Secondo Mastromauro, in base alla documentazione, la procedura sarebbe quindi «viziata» ovvero difforme alle norme, anche tenuto conto che era già stata avviata la prassi per un bando europeo.
«Nella nota inviata al sindaco e al presidente della Regione», conclude l’ex primo cittadino, «si diffidava entro 60 giorni a rimuovere questa illegittimità, pena, in caso di mancato assolvimento, il ricorso al Tar, che purtroppo c'è stato: perché sia il sindaco che l’assessore delegato alle partecipate Paolo Giorgini non hanno mai comunicato alla città questo fatto grave?». Questo il commento di Nino Bertoni, presidente del consorzio Mercato ittico. «Abbiamo rispettato le delibere adottate dal Comune», dichiara, «il consorzio è nato per impedire la chiusura del mercato ittico: è stato un atto di responsabilità da parte di un gruppo di commercianti e produttori, quindi trovarci in una simile bega ci lascia molto perplessi».
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