Mercato selvaggio Ambulante multato e allontanato

5 Marzo 2017

TERAMO. Ha dovuto rimuovere il banco appena posizionato in corso San Giorgio e sarà costretto a pagare una multa. Nel mirino dei vigili urbani è finito ieri mattina, durante il mercato settimanale,...

TERAMO. Ha dovuto rimuovere il banco appena posizionato in corso San Giorgio e sarà costretto a pagare una multa. Nel mirino dei vigili urbani è finito ieri mattina, durante il mercato settimanale, un ambulante straniero che di fatto aveva occupato abusivamente uno stallo. Il commerciante fa parte dei cosiddetti "spuntisti", che non hanno un posto assegnato dall'amministrazione ma occupano quelli lasciati liberi dagli autorizzati che per vari motivi non si presentano all'appuntamento con l'esposizione per le vie del centro. Capita, però, che questa particolare categoria di ambulanti crei scompiglio.

«Non rispettano la delimitazione degli spazi, a volte non pagano la quota di occupazione di suolo pubblico», spiega l'assessore al commercio Roberto Canzio, «causando difficoltà anche ai negozi». Sia lungo il corso vecchio che in piazza Martiri alcuni "spuntisti" avrebbero creato problemi tali da indurre l'amministrazione a regolamentare la sostituzione degli ambulanti che non si presentano del mercato. Anziché lasciare l'occupazione degli stalli liberi al passaparola tra assenti e sostituti, il Comune ha imposto che l'eventuale rimpiazzo fosse comunicato agli uffici. Così, ieri mattina, l'anomalo posizionamento dell'ambulante scorretto è stato segnalato ai vigili che hanno fatto rimuovere il banco che, a quanto pare, anche la settimana scorsa non era piazzato nel modo giusto. «Il commerciante, quando ha visto gli agenti, è venuto in ufficio per regolarizzare l'occupazione», spiega l'assessore, «ma a quel punto era troppo tardi ed è stato allontanato perché la cosa non può funzionare così».

Canzio se la prende con quelli che definisce i "furbetti" del mercato. «Non è una questione di nazionalità o di colore della pelle», conclude, «ma di rispetto delle regole che valgono per tutti». (g.d.m.)

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