Mercato settimanale, da oggi si torna sul tratto est di via Sauro

18 Gennaio 2024

Le bancarelle erano state spostate per fare posto all’allestimento della pista di pattinaggio natalizia Quelle di frutta e verdura restano dislocate in vari posti. L’associazione: «Serve un’area unica»

GIULIANOVA. Torna il mercato del giovedì nella sua collocazione originale. Dopo lo spostamento di alcuni banchi degli espositori, che al fine di consentire le attività natalizie legate alle luminarie e alla pista di pattinaggio su ghiaccio, per oltre un mese sono stati dislocati nel tratto più a nord di via Trieste e sul lato ovest di via Nazario Sauro, da oggi vengono riportati come erano in origine e tornano sul tratto est di via Nazario Sauro.
A preoccupare però il responsabile regionale per il settore ambulanti di Aniac Domenico Giampaolo, è la collocazione delle bancarelle del mercato della frutta e verdura, che tuttora risulta ancora frazionato, perché staziona in un sito diverso dalla zona centrale, fra via Alleva e davanti al mercato coperto; a ciò si è aggiunta la presenza di ulteriori banchi di ambulanti, che non sarebbero autorizzati ad esporre. «All’interno del circuito del mercato di viale Orsini, si sono liberati otto posteggi», riferisce il presidente Giampaolo, «per cui, si potrebbe migliorare l’assetto commerciale spalmando gli ambulanti che sono rimasti fuori dal perimetro, e ad oggi che stazionano in via Gasbarrini, nei posti liberi; in secondo luogo, chiediamo al Comune di individuare un’area dove poter collocare gli undici banchi del mercato delle erbe, con lo scopo di riunire tutti gli ambulanti in un unico e solo mercato».
Per Giampaolo, una soluzione praticabile potrebbe essere quella di utilizzare lo spazio più a nord di viale Orsini, per inserire le undici bancarelle della frutta e verdura. «Il mercato delle erbe in piazza dalla Chiesa si è allargato a macchia d’olio ed è diventato senza controllo», aggiunge il presidente Aniac, « non essendoci un regolamento, stando a quanto mi riferiscono gli ambulanti, chiunque arriva, posiziona il proprio banco di vendita, dando vita a una concorrenza sleale: non è corretto per gli agricoltori che possiedono l’autorizzazione per esporre le proprie merci. Ben venga l’allargamento del mercato delle erbe, tutti devono avere il diritto di lavorare, specie in tempi di crisi, ma l’attività deve essere regolarizzata, per non penalizzare chi si è messo in regola sin dal principio».
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