Mercatone, licenziamento certo per tutti i dipendenti di Scerne

Sono arrivate le lettere dai commissari straordinari dell’azienda, 40 famiglie restano senza stipendi La sindacalista Alonzo: «La Regione finora ci ha ignorati, chiediamo al sindaco di aprire un tavolo»
PINETO. Vanno verso il licenziamento tutti e 40 i lavoratori dell’ex Mercatone Uno di Scerne di Pineto. A distanza di due anni dalla chiusura dei magazzini, derivata dal fallimento della società proprietaria “Shernon Holding”, e dopo l’arrivo dell’amministrazione straordinaria e dei commissari, per tutti i dipendenti la speranza di poter riprendere a lavorare si è definitivamente spenta.
La doccia fredda è stata firmata dai commissari straordinari e sta arrivando in questi giorni via raccomandata a tutti gli ex operai. In testa al documento si legge in grassetto “Licenziamento collettivo”. In uno stralcio della lettera si argomenta il perchè: «È stata avviata lo scorso 23 aprile la procedura di riduzione di personale, così come prevede la legge, finalizzata al licenziamento di tutto il personale rimasto amministrativamente in carico a partire dal 24 novembre prossimo (sono a livello nazionale 1.240 dipendenti di cui 40 a Pineto, ndc). La missiva aggiunge: «La dichiarata eccedenza riguarda esuberi strutturali che non è possibile allo stato attuale ricollocare, neanche parzialmente, e c’è l’impossibilità, in ragione allo stato di insolvenza della società, di porre rimedio alla situazione di eccedenza. Nel tempo restante, fino al 23 novembre, proseguiranno le azioni di politiche attive avviate dall’Anpal e da parte di tutte le Regioni coinvolte, finalizzate a favorire la ricollocazione al lavoro anche attraverso la collaborazioni con associazioni di categoria e progetti di autoimprenditorialità».
La locale rappresentante aziendale della Filcams Cgil Nerina Alonzo è preoccupata e dice: «Alla Regione Abruzzo chiediamo di nuovo di prendere atto della situazione che ci ha portati alla fine del nostro lavoro, noi sindacati l’avevamo contattata per tempo, ma la risposta non c’è stata. Ci sentiamo abbandonati. Ho sentito personalmente il sindaco Robert Verrocchio, l’ho sollecitato ad organizzare un incontro qui a Pineto con tutti gli enti e istituzioni che possano dare una mano. Pineto ospita purtroppo il maggior numero di licenziati: sono madri e padri di famiglia che non potranno contare più su uno stipendio. Le istituzioni», conclude Alonzo, «al momento non si sono fatte sentire».
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