Mercatone Uno, salvi i 72 posti di lavoro
Pineto, il ministero ammette il gruppo all’amministrazione straordinaria. Soddisfatti i sindacati che congelano lo sciopero
PINETO. Salvi, almeno per ora, i 72 posti di lavoro al Mercatone Uno di Scerne. Il ministero dello Sviluppo Economico ha approvato la procedura di amministrazione straordinaria speciale per il gruppo.
In sostanza il Mercatone, che dà lavoro in tutta italia a 4mila persone, è stato ritenuto di importanza strategica, per cui è stato avviato un piano di salvataggio che vede protagonista il ministero stesso. Come è accaduto, con le dovute differenze, per l’Ilva di Taranto o per l’Atr di Colonnella. Il decreto è stato firmato dal ministro Federica Guidi, e come commissari straordinari sono stati nominati Vincenzo Tassinari, Ermanno Sgaravato e Stefano Coen.
La notizia è stata accolta con soddisfazione dai sindacati e dai lavoratori, che il giorno precedente avevano proclamato lo sciopero a oltranza, che adesso invece hanno “congelato”. «La protesta dei lavoratori, a partire da quella di Pineto, ha richiamato l'attenzione delle istituzioni sulla svendita di una realtà economica fondamentale per il nostro Paese», dichiarano Emanuela Loretone nella Filcams Cgil e Bruno Di Federico della Uiltucs Uil, « per questa ragione le lavoratrici e i lavoratori non si sentono di gioire per la crisi dell'azienda, ma tirano un sospiro di sollievo perché sanno che il loro destino occupazionale non è più nelle mani di chi in questi mesi è stato mosso unicamente dall'interesse a far quadrare i propri conti». L’assemblea dei lavoratori, riunita ieri mattina ha deciso di congelare lo sciopero e di rientrare al lavoro da domani, proclamare lo stato di agitazione emantenere il presidio davanti al punto vendita. I sindacati chiederanno un incontro al direttore del Mercatone Uno per un confronto sull'organizzazione del lavoro e un altro al presidente della Provincia per una verifica sulla situazione generale e sulla possibilità di riattivare il protocollo per l'anticipazione delle indennità da Cigs e Cds.
Sull’argomento c’è una nota del Mercatone Uno secondo cui l'avvio di questa fase, «è da considerarsi come una naturale prosecuzione del percorso aperto con il concordato prenotativo autorizzato dal tribunale di Bologna, il cui presupposto fondamentale era la ricerca di un investitore che potesse dare continuità ad un marchio storico italiano». L’azienda rivendica la bontà delle scelte fatte finora tanto da «presentarsi all'avvio della procedura di amministrazione straordinaria con una liquidità significativa; con un piano industriale delineato; con la trattativa in corso per la vendita degli asset del gruppo (pare che ci sia un acquirente che presenterà la propria proposta di acquisto entro aprile, ndr)dopo aver svolto un'attività preliminare e trasparente di ricerca di un investitore; con tutti gli stipendi pagati; con i migliori ammortizzatori sociali a favore dei dipendenti; con le consegne rispettate verso i clienti; con l'impegno dei soci storici del Gruppo per un'eventuale soluzione concordataria nell'ambito dell'amministrazione straordinaria, se ne sussisteranno le condizioni».
Valutazioni rigettate da Loretone e Di Federico: «La realtà è che il "piano industriale" era solo una graduale liquidazione dei punti vendita e dei 4.000 posti di lavoro, attraverso modalità che non sono piaciute ai lavoratori e che, evidentemente, sono sembrate poco chiare anche al Mise e al tribunale di Bologna».
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