Mercatone Uno, sono 20 i posti a rischio

Scerne, la nuova proprietà vuole tagliare un terzo della forza lavoro. I dipendenti pronti a manifestazioni di protesta
PINETO. Sale la paura licenziamenti al Mercatone Uno di Scerne di Pineto. Ieri sera dopo la chiusura dei magazzini al pubblico si è tenuta un’assemblea tra i rappresentanti sindacali di Filcams Cgil, Uiltucs e Fisascat Cisl ed i 62 dipendenti con l’obiettivo di analizzare la recente scelta della nuova proprietà di potenziare da una parte e tagliare dall’altra le risorse interne. Infatti la Schernon Holding, la società che ha acquistato i 55 punti vendita del Mercatone Uno in Italia, lo scorso 30 giugno ha siglato un’intesa con i sindacati nazionali annunciando un piano di rilancio e il diritto di prelazione nelle assunzioni per i lavoratori dei 55 negozi acquisiti. Inoltre si è impegnata a creare occupazione entro il 2022. Ma proprio nello stabilimento di Scerne sono stati individuati venti esuberi, al contrario invece che negli altri stabilimenti abruzzesi di Colonnella e Sambuceto dove il personale non verrà toccato se non con riduzioni di orari lavorativi. Ed è proprio dell’allarme licenziamenti che si è parlato ieri sera.
Dalle voci inoltre sembra che ci sarà un impoverimento generale delle condizioni lavorative per coloro che rimarranno. Infatti i contratti a tempo pieno rischiano di essere declassati a part-time e per quelli part-time si prospetta un’ulteriore riduzione oraria.
Un dipendente esprime tutte le sue preoccupazioni: «Non sappiamo chi di noi verrà licenziato, abbiamo dato l’anima per questo stabilimento per rilanciarlo in tutti i modi e ora la situazione si è fatta pesante. Occorre avviare un percorso di comunicazione diretto a sensibilizzare gli enti locali». Un altro aggiunge: «Dobbiamo batterci per il nostro posto di lavoro, non sono escluse manifestazioni, ora bisogna alzare la voce».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

