Mesi per un verbale, quando è pronto l’impiegato non c’è

28 Ottobre 2014

GIULIANOVA. Non sono bastati due mesi di attesa per ritirare un documento. A dover fare i conti con l'ennesimo caso di lentezza elefantiaca della burocrazia è M.R., teramano di 43 anni, che a fine...

GIULIANOVA. Non sono bastati due mesi di attesa per ritirare un documento. A dover fare i conti con l'ennesimo caso di lentezza elefantiaca della burocrazia è M.R., teramano di 43 anni, che a fine agosto è stato vittima di un incidente stradale a Giulianova. Sul posto, subito dopo l'impatto di un'auto con la sua moto, intervenne una pattuglia della polizia municipale che raccolse i dati per la stesura del verbale.

«Mi dissero che ci sarebbero voluti circa venti giorni per avere il documento», racconta il cittadino, «perché in quel periodo c'erano stati parecchi incidenti stradali». M.R. ha atteso la scadenza indicata ma ha avuto la conferma definitiva che il documento era pronto solo qualche giorno fa. «Meglio tardi che mai» ha pensato, anche se dall'ufficio gli hanno fatto notare che lo sportello per il rilancio del verbale è aperto solo di giovedì dalle 9 alle 13 e dalle 15.30 alle 18. «Ho chiamato di venerdì», ricorda, «per cui è stato necessario aspettare altri sette giorni per ritirare il documento». Giovedì scorso dunque M.R., che non è ancora in grado di guidare a causa delle conseguenze dell'incidente, si è fatto accompagnare da un familiare all'ufficio infortunistica della polizia municipale di Giulianova certo di poter finalmente entrare in possesso del verbale. L'atto gli è necessario sia a fini assicurativi che per l'istituto di previdenza, ma non ha potuto prenderlo. «Quando sono arrivato allo sportello», racconta, «mi hanno detto che il dipendente incaricato era in ferie per due giorni e dunque sarei dovuto ripassare la settimana successiva». Per ritirare il verbale, atteso da quasi due mesi, M.R. dovrà dunque farsi riaccompagnare a Giulianova. «Spero che a quel punto l'incaricato al rilancio non abbia prolungato le ferie», conclude, «o che nel frattempo non si sia ammalato». (g.d.m.)

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