Messa in sicurezza la torre del duomo

Quasi concluso l’intervento da 146mila euro. Il tecnico: «Con fasciature e tiranti ripristinata la resistenza pre-scosse»
TERAMO. La messa in sicurezza della torre del duomo è realtà. In questi giorni l’impresa Marcozzi sta completando la posa dei tiranti a “X” sulle pareti del campanile, i cui angoli erano già stati fasciati nelle settimane precedenti da strutture in legno lamellare e metallo. Il risultato, visivamente, è quello che i due tecnici incaricati dal Comune di progettare e dirigere il lavoro, l’architetto Luca Falconi Di Francesco e l’ingegnere Gabriele Di Felice Ardente, auspicavano: poco impattante e tale da non nascondere alla vista quello che è un gioiello dell’architettura quattrocentesca, oltre che uno dei simboli della città.
Di Felice Ardente spiega: «Con questo intervento ripristiniamo lo stato della torre prima degli ultimi terremoti, ovvero le restituiamo la muratura che si era staccata con le scosse compromettendone la resistenza. Siamo in dirittura d’arrivo. Mancano solo delle opere provvisionali su alcuni finestroni, i cui archi sono lesionati, e sui pinnacoli in sommità, dove sono presenti materiali lesi. Entro il mese il lavoro verrà ultimato, come da cronoprogramma».
La messa in sicurezza del campanile è costata 146mila euro e non prevedeva il miglioramento sismico della struttura. Il previsto miglioramento sismico di tutta la cattedrale deve ancora partire. Per questo ci sono due milioni di euro stanziati nell’ambito della ricostruzione post-sisma e al momento il soggetto attuatore dell’opera è il Mibact, attraverso la Soprintendenza regionale. Se si chiede a Di Felice Ardente se secondo lui quei due milioni bastano, l’ingegnere risponde: «A sensazione dico che sono pochi, anche se è già una cifra importante da cui partire. Ricordo che l’altro punto critico del duomo è l’accesso alla cappella laterale di San Berardo, che è stata chiusa. Anche lì si poteva fare la messa in sicurezza, ma le risorse erano limitate e si è scelto di concentrare i fondi sulla torre campanaria per un evidente discorso di tutela della pubblica incolumità».
Al momento non è dato sapere quando potranno cominciare i lavori di miglioramento sismico del duomo, ma conforta sapere che la cattedrale teramana è stata inserita nel primo programma di ricostruzione delle chiese del cratere insieme a San Rocco di Montorio (900mila euro), Santa Maria in Platea di Campli (poco oltre un milione) e altre quattro chiese della provincia dove sono previsti interventi di minore importo. Insomma, la speranza è di vedere appaltata l’opera entro l’anno. Sempre che la solita, terribile burocrazia non rallenti tutto.
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