Mestieri del teatro, un corso per i detenuti

TERAMO . Un percorso formativo incentrato sui mestieri del teatro: è quello attivato nel carcere di Castrogno grazie a un progetto di Acs, Circuito Spettacolo Abruzzo Molise, in collaborazione con la...
TERAMO . Un percorso formativo incentrato sui mestieri del teatro: è quello attivato nel carcere di Castrogno grazie a un progetto di Acs, Circuito Spettacolo Abruzzo Molise, in collaborazione con la casa circondariale di Teramo, la Fondazione Tercas e il Comune. A misurarsi col mondo dell’arte saranno venti detenuti che hanno aderito all’iniziativa, presentata ieri mattina all’Arca dai promotori. Il progetto si chiama “Giocare a calcio è semplice?” e si compone di corsi sui diversi mestieri presenti nel mondo del teatro (attori, drammaturghi, scenografi, costumisti e tecnici) erogati da professionisti competenti secondo un preciso calendario didattico che è appena partito e andrà avanti fino a fine anno. Saranno 313 le ore di lezione complessive col rilascio, al termine del ciclo, di un attestato di qualifica.
Il percorso formativo, a cura del maestro Domenico Polidoro, direttore artistico di Acs, è focalizzato su “Finale di partita” di Beckett in relazione al gioco del calcio, e vedrà salire in cattedra il maestro Davide Verticelli, pianista, compositore e regista; l'artista Marino Melarangelo; il fotografo cinematografico Gianni Chiarini; lo scenografo Filippo Iezzi; il direttore di scena Angelo Boccadifuoco e l’ex giocatore e allenatore di calcio Antonio Valbruni. Il progetto è alla sua seconda edizione ma, come ha spiegato in conferenza stampa il maestro Polidoro, l’aspirazione e l’auspicio di esperienze di questo genere sono di approdare ad un laboratorio stabile e permanente all’interno del carcere di Castrogno. Il percorso attivato prevede l’acquisizione pratica delle abilità professionali utili all’inserimento lavorativo nella produzione dello spettacolo dal vivo con una messa in scena a conclusione del ciclo di formazione. I promotori e i sostenitori del progetto hanno ringraziato l’istituto di pena per la collaborazione sottolineando la valenza di attività di questo genere, capaci non solo a migliorare la vita di chi è in carcere ma anche di creare un ponte fra la comunità interna all’istituto e quella esterna. (v.m.)

