Metalmeccanico in difficoltà: si ricorre alla cassa integrazione

Negli ultimi giorni dieci aziende del settore hanno deciso di utilizzare gli ammortizzatori sociali La Fim Cisl: «I costi elevati delle materie prime e le superbollette compromettono la produzione»
TERAMO. È un quadro complesso quello che si sta componendo, giorno dopo giorno, nel settore metalmeccanico teramano. Le aziende iniziano a fare i conti con il caro energia e alla riorganizzazione dei turni e alle ferie, usate come misure tampone, seguono ora i ricorsi agli ammortizzatori sociali.
Da alcune settimane i sindacati lanciano l'allarme su quello che, ormai è un dato di fatto, sarà un autunno di grandi difficoltà per le imprese della provincia: luce e gas schizzati alle stelle fanno recapitare bollette da capogiro che diventano fardelli insostenibili soprattutto per le realtà più piccole del territorio. Dall'altro lato ci sono i costi delle materie prime ad acuire, ormai dallo scorso febbraio, la crisi delle aziende. Un binomio che negli ultimi due mesi ha visto gli imprenditori barcamenarsi come potevano per evitare di stoppare del tutto le produzioni e lasciare a casa i dipendenti: fra ritocchi ai turni di lavoro e ferie «più o meno finora si è riusciti a reggere, ma l'assenza di interventi istituzionali e la continua speculazione stanno portando inevitabilmente verso gli ammortizzatori sociali e chissà da qui a Natale quanti pezzi, intesi come realtà produttive, perderemo», commenta Marco Boccanera, segretario provinciale della Fim Cisl.
Negli ultimi giorni dieci aziende teramane del settore metalmeccanico hanno comunicato al sindacato il ricorso alla cassa integrazione: si tratta perlopiù di imprese di medie dimensioni che contano fra i 50 e i 70 addetti e per la maggior parte sono attive nella produzione dell'alluminio. «Sono le attività che stanno soffrendo di più: i costi elevati delle materie prime, le bollette triplicate e ordini ritirati stanno portando a una situazione di affanno che ricade sul tessuto economico del nostro territorio e sui lavoratori», prosegue Boccanera, ricordando come in regime di cassa integrazione lo stipendio dei lavoratori sia decurtato di quasi il 50%.
«In questa fase così complessa», fa notare il sindacalista, «registriamo delle anomalie, che per fortuna sono positive: stanno lavorando molto e bene le aziende dell'automotive, soprattutto quelle non legate in modo esclusivo a Stellantis. C'è un importante movimento su questo fronte, con tante commesse. Alcune aziende teramane del settore avevano avviato una politica che si sta rivelando strategica: si sono consorziate a inizio anno sottoscrivendo accordi sui prezzi della produzione per un periodo e anche questo sta dando i suoi frutti. Ci auguriamo che, in un periodo così carico di incertezze e repentini cambiamenti e speculazioni, non si tratti di un fuoco di paglia e il lavoro per l'automotive mantenga buoni ritmi», conclude Boccanera.
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