Metano prodotto dagli scarti: parte il progetto da 25 milioni

30 Marzo 2022

La Team invia le carte al ministero per i fondi da destinare all’impianto di trattamento dell’organico Il presidente Saccomandi: «Così ridurremo i costi e la tariffa, in più avremo energia da utilizzare» 

TERAMO. Metano dai rifiuti per trasformare gli scarti alimentari in una risorsa. È partita la corsa del progetto dell’impianto di biodigestione anaerobica dell’organico per ottenere il fondi del Pnrr dedicati all’ambiente e all’innovazione dei processi di gestione dell’immondizia. A dargli l’impulso decisivo è stata la Team che, su incarico del Comune, ha inviato le carte preliminari dell’intervento al ministero della Transizione ecologica. Sarà quest’ultimo a dire l’ultima parola, entro i prossimi 90 giorni, sui progetti finanziati: la concorrenza si annuncia spietata e il risultato finale tutt’altro che scontato.
IL PROGETTO
L’idea messa in campo dalla società in house del Comune riprende ex novo un percorso abbozzato dall’allora assessore all’ambiente Leo Adamoli, all’epoca della prima amministrazione guidata da Angelo Sperandio. Si tratta, in pratica, di realizzare una struttura di stoccaggio della frazione umida dei rifiuti che, in assenza di aria, tramite l’azione di microrganismi autoprodotti, genera metano utile per gli usi più comuni. La realizzazione del progetto consentirà al territorio teramano di risolvere il problema della carenza impiantistica che pesa sui cosi di gestione del ciclo dei rifiuti, con un riflesso diretto sulla tassa pagata dai cittadini. «In assenza di una pianificazione sugli impianti», spiega il presidente della Team Sergio Saccomandi, «pr questo intervento abbiamo chiesto e ottenuto il nulla osta da parte della Regione, che ha condiviso le esigenze manifestate».
QUALI VANTAGGI
Il biodigestore produrrà, dunque, ricadute positive per la collettività. «La tariffa potrà essere misurata sui costi effetti dell’impianto senza altri ricarichi», sottolinea il presidente, «a cominciare dalle spese di trasporto che incidono sugli importi attuali». Ai minori esborsi si sommeranno nuovi introiti. «Doteremo Teramo di una risorsa», fa notare Saccomandi, «perché produrremo metano da utilizzare o immettere sul mercato». Non sarà poco, secondo il presidente, in un epoca in cui la crisi energetica e l’esigenza di fonti rinnovabili pesano sempre di più. L’ulteriore vantaggio deriverebbe poi dalla collocazione dell’impianto. Sarà posizionato nella zona attualmente occupata dall’ex inceneritore che, dunque, verrebbe sottoposta a un radicale risanamento ambientale.
GLI OSTACOLI da superare
Anche su questo versante però incidono gli effetti della guerra e delle speculazioni. I lavori, che fino a qualche settimana fa sarebbero costati 20 milioni di euro, con il rincaro delle materie prime ha visto lievitare la spesa già di cinque milioni. C’è poi la concorrenza di altri progetti. A fronte di 2,1 miliardi disponibili, il ministero ha ricevuto richieste per 12 miliardi. Saccomandi è convinto che l’operazione si farà. «Il progetto ha piena validità economico-finanziaria», conclude, «e potrebbe andare avanti anche a prescindere dal Pnrr».
©RIPRODUZIONE RISERVATA