«Mi avete salvato la vita 10 giorni fa pensavo di morire»

La giovane architetta di 34 anni operata per la rottura di un aneurisma dimessa ieri dal Mazzini Racconta su Facebook: «Curata con tanto amore e professionalità, vi sarò grata per sempre»
TERAMO. Poco più di 10 giorni fa ha visto la morte in faccia. E ieri è uscita dall’ospedale di Teramo con le proprie gambe. E’ Francesca Di Gialluca, giovane architetto di 34 anni, che giovedì 16 è stata operata d’urgenza per la rottura di un aneurisma al cervello.
La giovane è andata al pronto soccorso di Sant’Omero con un gran mal di testa e poi è stata trasferita al Mazzini dove le hanno fatto la terribile diagnosi: aneurisma di 6 millimetri in un vaso profondo in un ramo dell'arteria cerebrale media di sinistra. Un'emorragia molto difficile da trattare per la sua posizione, un caso su cui si sono confrontati radiologi e neurochirurghi. La ragazza è stata operata con un'embolizzazione, eseguita ormai da anni dalla radiologia vascolare del Mazzini, unità semplice inserita nell'unità complessa di radiologia diretta da Vincenzo Di Egidio, che ha eseguito l’intervento. Poi è stata ricoverata in rianimazione. Una settimana fa un articolo sul Centro annunciava che si era risvegliata e non aveva riportato danni cerebrali.
E ora Francesca Di Gialluca, nel giorno della sua dimissione, affida a Facebook le sue emozioni. «Si parla sempre di "malasanità" (non dico che in Italia non ci sia) ma io, oggi, vi voglio raccontare un' altra storia... la mia.Francesca, 34 anni, aneurisma cerebrale, emorragia complicata da trattare a causa della sua posizione. Dopo aver ascoltato la diagnosi ho fatto solo una domanda "Posso sperare di uscire viva ? Se si... come?".Risposta onesta: "Non possiamo dirlo"."E niente sto a stirà i piedi", ho pensato, "o forse no... sarò paralizzata a vita". Chiudo gli occhi e decido di affidarmi in tutto e per tutto a loro: l'equipe dei medici era già pronta per portarmi velocemente in sala operatoria... mi passa una vita davanti... La mia splendida, dinamica, amata, iperattiva e appassionata vita e con lei tutti i miei affetti... buonanotte, o addio per sempre».
La testimonianza del giovane architetto continua con il risveglio. «"Francesca...", voce di donna e luce soffusa mi riportano alla coscienza. "Sono viva !!! " e mi tocco la testa. Avevo ancora tutti i miei capelli e nessun taglio. "Dove sono? Che giorno è?"», domanda. Era venerdì 17 ed era nella rianimazione del Mazzini. «Qui ho conosciuto loro, gli “angeli del limbo”, un instancabile team che lavora incessantemente, sapientemente, amorevolmente. Non c'è stato per me risveglio successivo senza un buongiorno accompagnato da sorrisi, carezze ,premura e tanta, tanta professionalità. Tutto ciò non ha prezzo quando sei inerme e spaventato, sospeso fra vita e morte e, per assurdo, ti senti al sicuro». Cita radiologia, rianimazione, neurologia, neurochirurgia «fiori all'occhiello del nostro ospedale: non facciamo come sempre, non facciamoli scappare! Oggi torno a casa e lo faccio sulle mie gambe. Non vi dimenticherò mai, vi sarò grata a vita... quella che voi avete custodito con cura. Grazie». (a.f.)
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