«Mi gridava: ti ammazzo, ti ammazzo»

Il racconto della tabaccaia di via Roma che a colpi di scopa ha messo in fuga il malvivente armato di coltello
TERAMO. Giuliana è una donna forte. «E’ una sanguigna» puntualizza il marito. Ha 51 anni, due figli e coraggio da vendere. Perchè ne serve davvero tanto per bloccare l’uomo con il passamontagna sulla faccia e il coltello in mano che cerca di rapinarti. «Stavo pulendo e avevo una scopa in mano, quando lui è entrato l’ho colpito perchè dovevo difendere la mia collaboratrice e ho continuato a colpirlo mentre lui mi gridava ti ammazzo, ti ammazzo»: così Giuliana Torrieri racconta quello che mercoledì sera è successo nella tabaccheria di via Roma, quella che gestisce con il marito, l’ex parlamentare Serafino Pulcini. Attimi di terrore con il rapinatore che urla e chiede soldi, scavalca il bancone e accoltella al braccio A.T. la 55enne collaboratrice ferita ai tendini, operata nella notte e dimessa con una prognosi di trenta giorni.
Il giorno dopo la signora Giuliana è al lavoro nel negozio di via Roma. Risponde al telefono e stringe mani, quelle di tanti, clienti e non, che entrano per dirle «brava, hai fatto bene» e per sapere della donna ferita. «La rabbia è ancora tanta», dice Giuliana, «perchè in questa Italia io non mi riconosco più. Questo ragazzo non è un figlio, non è un fratello, non è un amico ma è solo un animale perchè solo un animale può andarsene in giro con un coltello in mano a terrorizzare la gente. Quando ha visto che nel locale c’erano solo due donne avrà pensato che sarebbe stato una cosa facile facile. Ma si sbagliava di grosso». Perchè Giuliana non ci ha pensato due volte a colpirlo con la scopa che aveva in mano, a percuoterlo ancora dopo che lui ha scavalcato il bancone per avvicinarsi all’altra donna, molto probabilmente pensando che potesse aprire la cassa. «Continuava a gridarmi ti ammazzo, ti ammazzo mentre io lo colpivo con il manico della scopa», ricorda Giuliana, «è stato velocissimo nel saltare dall’altra parte del bancone e con altrettanta velocità ha sferrato la coltellata. Io ho continuato a colpirlo, a gridare e solo in quel momento lui è fuggito. Abbiamo subito chiamato l’ambulanza e in poco tempo il 118 è arrivato». La donna ferita è stata trasportata al pronto soccorso . In nottata è stata operata ai tendini e ieri mattina è stata dimessa. Ma sui tempi di attesa al pronto soccorso Pulcini, che è stato per tutta la serata in ospedale, non nasconde la propria amarezza. «Le è stato assegnato un codice verde», dice, «ma io credo che una donna che è stata rapinata debba essere considerata in maniera diversa. Ma in questa società oggi siamo diventati solo numeri e codici, non siamo più persone».(d.p.)
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