«Mi ha violentata sulla spiaggia»: ragazza accusa, 21enne a processo

11 Ottobre 2023

Il caso è quello emerso nel 2021 dopo la denuncia fatta dalla giovane che all’epoca aveva 17 anni L’uomo ha sempre respinto ogni addebito, lei si è costituita parte civile dopo l’incidente probatorio 

ALBA ADRIATICA. Ci sarà un processo ad accertare la verità. Almeno quella giudiziaria. Così ha deciso il giudice per le udienze preliminari Marco Procaccini che ha rinviato a giudizio un teramano di 21 anni con la pesante accusa di violenza sessuale nei confronti di una ragazza che all’epoca dei fatti aveva 17 anni. La giovane donna si è costituita parte civile rappresentata dall’avvocato Franca D’Amario. L’uomo, che ha sempre respinto l’accusa, è difeso dall’avvocato Mario Ciafrè. La prima udienza del processo è stata fissata a gennaio.
I fatti, secondo la ricostruzione ipotizzata dalla Procura, si sarebbero verificati nell’agosto del 2021 sulla spiaggia di Alba Adriatica, al termine di una serata con i due che si erano incontrati poche ore prima.
Le indagini (fascicolo del pm Francesca Zani) sono scattate dopo la denuncia presentata dalla ragazza che nel corso della prima audizione davanti al pm raccontò che in quella serata aveva bevuto ma come, nonostante questo, fosse riuscita a ricordare quello che era successo sulla spiaggia. Tra i primi atti a comporre il fascicolo, oltre al racconto della giovane donna, un referto medico: quello del pronto soccorso dell’ospedale dove la ragazza si era fatta refertare qualche giorno dopo i fatti. All’epoca a scandire le indagini dei carabinieri della locale compagnia i tempi stretti dettati dalla recente normativa del Codice rosso che, tra le altre cose, stabilisce che la vittima sia ascoltata dal pm entro tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato. La denuncia della giovane all’epoca è diventata il punto di partenza dell’indagine dei carabinieri che hanno avviato tutti gli accertamenti a cominciare dall’audizione delle persone che si trovavano all’interno del locale dove i due si erano incontrati per ricostruire movimenti e spostamenti . Un’indagine scandita proprio dai tempi imposti dalla normativa del Codice rosso che per queste tipologie di reato ha introdotto una presunzione di urgenza con lo scopo di avviare tempestivamente tutta la procedura potendo adottare - nel Paese dove i reati di violenza sono un amento - tutti i provvedimenti previsti dal codice.
Accuse, quelle della donna, che la stessa ha confermato nel corso di un incidente probatorio chiesto ed ottenuto dalla Procura proprio per cristallizzare la sua versione.
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