Miano, inagibili chiesa e sagrestia di San Silvestro

10 Febbraio 2018

Ordinanza di sgombero e chiusura firmata dal commissario dopo la relazione della Soprintendenza sui danni del sisma

TERAMO. Si allunga la lista delle chiese inagibili sul territorio comunale. A oltre un anno dalle ultime violente scosse che hanno colpito anche il patrimonio edilizio e artistico della diocesi di Teramo-Atri, il commissario Luigi Pizzi ha disposto la chiusura forzata e lo sgombero della parrocchia di San Silvestro a Miano. Il provvedimento, adottato dal prefetto che guida il Comune dopo la caduta dell’amministrazione, è stato preceduto dal parere emesso del dirigente dell’area tecnica Remo Bernardi e coinvolge sia la chiesa che la sagrestia collocate sulla piazza centrale del paese.
Si tratta della conclusione del procedimento amministrativo aperto con l’arrivo in municipio della scheda tecnica stilata dalla Soprintendenza regionale ai beni culturali e risalente a metà novembre, nella quale si certifica l’inagibilità della struttura. La relazione indirizzata al Comune specifica che «il danneggiamento principale è stato determinato dal martellamento della chiesa con il campanile», coinvolgendo anche i locali adiacenti adibiti a sagrestia.
Sulla base di queste indicazioni Pizzi, con un’apposita ordinanza firmata nei giorni scorsi, ha disposto l’interdizione all’uso di entrambe le struttura. Chiesa e sagrestia, dunque, dovranno restare chiuse in attesa dei necessari interventi di messa in sicurezza e ripristino. A tale scopo nel provvedimento adottato dal commissario si sollecita la diocesi guidata dal vescovo Lorenzo Leuzzi, proprietaria degli immobili dichiarati inagibili, ad avviare una verifica approfondita delle strutture lesionate, «a mettere in atto tutti i lavori di assicurazione che il caso richiede a salvaguardia della pubblica e privata incolumità, nonché conseguentemente a produrre idonea relazione di riscontro degli adempimenti posti in essere, il tutto a firma di tecnico abilitato e qualificato per legge, entro il termine di 45 giorni dalla notifica della presente ordinanza».
Per la curia si tratta, insomma, dell’ennesimo problema connesso alle conseguenze prodotte dagli sciami sismici a cavallo tra il 2016 e l’inizio del 2017. La ricostruzione stenta a partire e la conta dei danni ancora non si ferma.
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