Micheli: Brucchi recuperi gli spazi vuoti

19 Gennaio 2015

Il consigliere pungola la giunta e annuncia la creazione di un gruppo «contro i capibastone»

TERAMO. «Io scontento? Affatto, sono contentissimo che i teramani mi abbiano scelto come loro rappresentante, ma sono scontento per un dibattito politico che negli ultimi sei mesi si è ridotto solo alle polemiche su Marina Rei, sale, Fratarcangeli e gomme lisce. Serve uno scatto in avanti». Così Raimondo Micheli, consigliere di maggioranza del gruppo misto, già assessore comunale e presidente della Team, puntualizza la sua linea politica, apparsa più spesso in contrasto che in accordo con l’attività della giunta Brucchi bis. Micheli ritiene che il confronto politico cittadino vada elevato sui grandi temi e sul recupero dei tanti spazi vuoti urbani di cui si parla da anni senza risolvere granché.

Uno su tutti è il vecchio stadio comunale, lasciato a un destino di abbandono dopo il project financing andato in fumo e altre improbabili proposte di recupero. Micheli è tornato a rilanciare l’idea di una cittadella dello sport che non trascuri al suo interno uno spazio riservato alla conservazione della memoria storica del tifo e delle glorie biancorosse. «Certo è necessario che le tribune vadano abbattute per decongestionare il traffico sulla circonvallazione», dice Micheli, «e perché non hanno più senso tribune da 5mila spettatori, ma quell’area va recuperata per dare respiro a piazza Martiri». Micheli rilancia così l’ipotesi di un concorso di idee per dare nuova vita al Comunale, in modo da evitare la concentrazione dei tanti eventi sportivi e manifestazioni che nella piazza del duomo si accavallano. In questo modo per il consigliere si potrebbe garantire anche una nuova rivitalizzazione della zona di San Giuseppe e di corso Porta Romana.

«Stesso discorso vale per il recupero del vecchio mattatoio, dell’ex manicomio e dell’ospedaletto. Non è possibile che il Comune non faccia sentire la sua voce in Regione», dice Micheli, «certo non ci sto a consegnare Teramo a D’Alfonso, ma è pur vero che i primi sei mesi di questo mandato sono trascorsi a parlare del nulla».

Micheli, intanto, insieme a Domenico Sbraccia starebbe dando impulso a un gruppo più ampio di consiglieri comunali critici verso l’amministrazione. «Sicuramente», conferma, «c’è in animo di dare vita a un gruppo di persone che diano vita a un laboratorio politico che alzi l’asticella del dibattito. Non si tratta di “scontenti”, o di ambiziosi a posti in giunta o alla presidenza del consiglio comunale, ma di sicuro c’è un gruppo di persone pronto a impegnarsi contro quei due o tre partiti o capibastone che pensano di gestire la politica tirando la giacca sui numeri dei consiglieri che in teoria esprimono in consiglio. In teoria, perché in pratica questi numeri non ci sono. E lo dimostreremo dando vita a un gruppo di persone che non si ritengono soddisfatte nel pensare che per fare politica basti qualche metro d’asfalto».

Marianna De Troia

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