Migliaia di fedeli alle due processioni nella città ferita

Il corteo della Desolata resta fuori da quattro chiese inagibili Il vescovo Seccia invita tutti a una «speranza operosa»
TERAMO. Le processioni del venerdì santo nella città ferita: chiuse molte chiese e modificati i tragitti, ma resta grande la partecipazione dei teramani. Il rito della Desolata, la processione delle 4 del mattino, organizzata dalla confraternita dei Cinturati, che prende il via e si chiude in cattedrale, ha visto anche quest'anno la statua della Madre percorrere le vie del centro alla ricerca disperata del Figlio in sette chiese della città. Portata sulle spalle da donne vestite a lutto e con il velo in testa, la statua è rimasta all'ingresso di molti luoghi di culto, resi inagibili dal terremoto. Ha cercato il Figlio sull'altare di Cuore immacolato, Madonna delle Grazie e Sant’Antonio, ma non è riuscita a entrare a San Domenico, Santo Spirito, Madonna del Carmine e Annunziata. Modificati parzialmente anche i tragitti – evitati corso San Giorgio e via Stazio durante la processione antelucana – mentre nel rito pomeridiano della processione dei misteri della Passione, o del Cristo morto, il corteo ha attraversato il corso. Non è cambiata la devozione dei teramani, entrambe le processioni sono state molto seguite. Al culmine di quella pomeridiana il vescovo Michele Seccia si è rivolto ai fedeli ricordando le calamità che hanno colpito tante persone e invitando alla speranza. «Che sia una speranza operosa, attiva», ha specificato, «che ci sia la resurrezione delle nostre relazioni»,
Accanto ai riti religiosi, per Pasqua il Comune di Teramo ha promosso alcuni appuntamenti culturali. Si comincerà oggi alle 10 - con ritrovo al teatro romano- per una visita guidata gratuita, di circa due ore, alla riscoperta dell'antica città di Interamnia. I visitatori avranno la possibilità di ripercorrerne i siti principali: l'anfiteatro e il teatro romano, la domus di Sant’Anna e l'area di Madonna delle Grazie. Gli interessati potranno rivolgersi per informazioni al servizio accoglienza del polo museale, gestito dalla cooperativa Reis, contattando i numeri 0861-324602 o 251336. Nei pomeriggi di domani e lunedì si potrà visitare la mostra Dejà vu di Romolo Bosi al laboratorio per le arti contemporanee L'Arca. La personale sarà aperta al pubblico dalle 16.30 alle ore 19.30. Collegati alla mostra, una serie di laboratori didattici gratuiti, organizzati per le scuole a seconda dell'età. Per partecipare è necessario prenotarsi al servizio accoglienza o attraverso i già citati numeri telefonici oppure tramite l'indirizzo mail servizimuseali@comune.teramo.it.
Emanuela Michini
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