Migliaia in lacrime per Graziano e Marco

Tutta la marineria e le tre comunità colpite dalla tragedia hanno dato l’ultimo saluto alle vittime
TORTORETO. Poche, pochissime barche ieri hanno mollato gli ormeggi per la quotidiana battuta di pesca. Perché la grande famiglia degli uomini di mare, dalle comunità che fanno riferimento ai porti di Giulianova e di San Benedetto del Tronto, a quelle di Tortoreto Lido e Villa Fiore di Alba Adriatica, era tutta lì per dare l’ultimo saluto a Graziano Battistelli e Marco Iampieri, i due marinai di 52 e 41 anni che hanno perso la vita sulla statale Adriatica mentre andavano a svolgere il loro faticoso lavoro di pescatori. Con i marittimi, con gli amici ed i parenti delle vittime, nella chiesa di Tortoreto Lido ieri mattina c’era però l’intera costa vibratiana, rappresentata anche dai tre sindaci Alessandra Richi, Tonia Piccioni e Paolo Camaioni. C’era Tortoreto, che si è stretta particolarmente intorno alla moglie e alla figlia adolescente di Graziano. C’era Alba Adriatica, che ha salutato Marco e abbracciato la sua compagna e la sua famiglia. E c’era anche una folla da Martinsicuro, il luogo dove è avvenuto il tragico incidente.
In migliaia hanno invaso la grande chiesa parrocchiale, stipata all’inverosimile, occupando l’intero sagrato e perfino l’enorme piazzale antistante. Un lungo corteo, poi, ha accompagnato i due feretri al cimitero di Tortoreto Alto. Tanta la commozione, con l’immagine toccante di quegli uomini di mare abituati a rispondere con lucidità alle mille difficoltà del loro lavoro, qui invece affidati alle lacrime. «Continueranno a pescare, ma nelle loro reti non ci saranno pesci, bensì amore», ha detto nell’omelia padre Gregorio, chiamato anche a dare un senso religioso ad una scomparsa così improvvisa e sconvolgente. Ma familiari, amici, colleghi e la tanta gente comune presente all’ultimo saluto, anche se sotto choc, ieri mattina hanno saputo mostrare dignitosa compostezza e profondo rispetto per Graziano e Marco. Della rabbia nei confronti dell’inglese che ha causato la loro morte si è sentito solo qualche commento detto a bassa voce ai margini della celebrazione.
«Non è possibile morire così, senza un motivo e proprio mentre si va a lavoro», le parole di un gruppo di pescatori sconvolti dalla notizia, che per anni ha lavorato al fianco dei due marittimi morti quando la loro barca era ormeggiata a Giulianova. «Ripercorrere quella strada verso sud e rivedere il luogo dell’incidente per venire a Tortoreto è stato un colpo al cuore. Marco e Graziano erano più che colleghi stimati: gli uomini di mare, e ancora di più i membri di uno stesso equipaggio, sono come una grande famiglia», il commento invece dei colleghi di San Benedetto, dove il peschereccio “l’Onda”, di proprietà di armatori tortoretani e su cui Iampieri era motorista e Battistelli pescatore, ieri è rimasto attraccato in segno di lutto, insieme alla nave gemella “Alessandro” e a tante altre imbarcazioni. Anche i timori per la sicurezza stradale, oltre il cordoglio, sono stati al centro dei pensieri di tanti: «Ognuno di noi percorre quel tratto di Statale quasi ogni giorno, così come i nostri figli per andare a scuola o per uscire con gli amici: non si può vivere con la paura che qualcuno compia gesti così sconsiderati e uccida delle persone».
Luca Tomassoni
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