Mihaela, subito il processo per l’omicida

Nereto, il tribunale accoglie la richiesta di giudizio immediato per il compagno: il 14 settembre al via la corte d’assise
NERETO. Il tribunale accoglie la richiesta di processo immediato della Procura per l’omicidio di Mihaela Roua, la giovane mamma romena di Nereto uccisa dal compagno nel mese di ottobre. Cristian Daravoinea, il 36enne connazionale, il 14 settembre comparirà davanti alla corte d’assise con la pesante accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi. L’uomo, rintracciato qualche ora dopo il delitto, da subito (prima davanti al pm e poi davanti al gip nell’interrogatorio di garanzia) ha ammesso di aver ucciso la donna a coltellate dopo una lite scoppiata in casa durante l’ora di pranzo. «È come se avessi avuto un blackout che non mi ha fatto capire più nulla», aveva ripetuto al giudice il 36enne ora rinchiuso nel carcere teramano di Castrogno.
In questi mesi l’esame dei cellulari e del computer (affidati dal pm Davide Rosati a vari consulenti e agli accertamenti scrupolosi dei carabinieri del Ris) nella sostanza non ha aggiunto elementi nuovi nella ricostruzione della dinamica di quelle drammatiche ore nell’appartamento che i due avevano acquistato. La coppia, residente in Italia ormai da anni, si stava separando: la donna aveva deciso di lasciare il compagno e aveva parlato con un avvocato per capire quali procedure seguire per avviare tutte le pratiche e i due stavano trovando l’accordo migliore anche e soprattutto nell’interesse della piccola. Secondo le prime testimonianze raccolte tra amici e conoscenti tutto niente che potesse far presagire il drammatico epilogo.
Poi la violenta lite scoppiata in casa il 9 ottobre e le coltellate che hanno lasciato senza mamma una bambina di sei anni che oggi è stata affidata ai nonni materni venuti a vivere in Italia.
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