Mille in piazza Sant’Anna davanti al maxischermo

3 Maggio 2015

Grande boato al gol di Di Paolantonio, poi tanta apprensione ad ogni attacco del Savona. Il 2-0 di Lapadula è liberatorio e scioglie tutti: «Adesso sì, è fatta»

TERAMO. In piazza Sant’Anna circa un migliaio di persone ieri pomeriggio ha seguito con trepidazione dal primo all’ultimo minuto la storica partita del Teramo contro il Savona, trasmessa da Tv6 e proiettata in diretta su maxischermo. Intere famiglie, giovani e meno giovani, tifosi ultradecennali e dell’ultim’ora si sono ritrovati alle 15 nel centro storico per assistere alla partita della promozione. Il primo boato ha scosso la piazza al gol messo a segno da Di Paolantonio al settimo minuto, ma nessuno si è illuso che si potesse dare il via alla festa così presto. Ogni mossa avversaria è stata seguita con estrema attenzione da grandi e piccini, che all’avvicinarsi alla rete biancorossa non mancavano di trattenere il fiato ogni volta, fino al respiro di sollievo quando l’azione dei liguri veniva finalmente interrotta. La tensione di una partita tesa e combattuta si è sciolta con un boato liberatorio di esultanza al raddoppio di Lapadula.

«Adesso dopo il secondo gol ci siamo liberati, è andata. È quasi fatta. Dovevo stare lassù, poi all'ultimo momento non sono potuto andare», commenta Sergio Marcangelo, indicando lo schermo, mentre segue la partita con indosso la maglietta su cui è impresso il diavolo teramano. Poi, toccandosi il centro del petto, aggiunge: «Oltre ad essere un tifoso, ho indossato anche quella maglia. A 48 anni dal mio esordio, sto per vedere il Teramo in serie B. Mi batte troppo il cuore». Da quel momento, fino al termine della partita, la gioia tra la folla è andata crescendo. A sancire la realizzazione del sogno, con l’entrata dei biancorossi in serie B, è stata la reazione di tutti i tifosi che al fischio finale del match si sono lasciati andare a grida di gioia, miste ai botti sparati a poca distanza sui tetti vicini. I colori del Teramo hanno invaso la piazza, con sciarpe, cappellini e bandiere che sventolavano ovunque in un tripudio di festa. (c.d.g.)

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