Minacce con un coltello: condannato

Un altro teramano rinviato a giudizio per maltrattamenti in famiglia. In entrambi i casi il tutto è avvenuto davanti ai figli
TERAMO. Le storie nelle aule di tribunale si ripetono. Drammaticamente uguali nei giorni senza fine delle violenze sulle donne. Maltrattamenti, minacce con un coltello e botte spesso davanti ai figli piccoli. E la loro presenza diventa il comun denominatore di altre due vicende finite nelle aule di giustizia grazie a chi ha trovato il coraggio di denunciare.
Due casi, gli ultimi di un lungo elenco che, raccontano la cronaca quotidiana, sembra non finire mai: nel primo un teramano di 48 anni è stato condannato ad un anno ed otto mesi per maltrattamenti nei confronti della ex moglie minacciata con un coltello davanti ai figli minorenni; nel secondo un altro è stato rinviato a giudizio sempre con la pesante accusa di maltrattamenti nei confronti della moglie e sempre davanti ai figli.
La condanna ad un anno ed otto mesi è l’epilogo di un processo che si è svolto davanti al gup Marco Procaccini con un rito abbreviato (in caso di condanna è prevista la riduzione di un terzo della pena) e che ha visto imputato un teramano accusato di maltrattamenti e minacce nei confronti di quella che all’epoca dei fatti era la moglie. Vessazioni continue che si sarebbero protratte nel tempo e che spesso sarebbero avvenute proprio davanti ai figli minorenni. Come quella volta in cui l’uomo, al termine dell’ennesimo scontro, avrebbe minacciato la donna puntandole un coltello. Episodio, secondo quanto ricostruito dalla Procura, che sarebbe stato solo l’ennesimo di una lunga serie di maltrattamenti e violenze in casa. Stesso copione per l’altro fatto finito davanti ai giudici con un altro teramano rinviato a giudizio sempre per maltrattamenti nei confronti della moglie. Anche in questo caso vessazioni continue che sarebbero avvenute anche davanti ai figli minorenni. La donna lo accusa di averla maltrattata, in diverse occasioni, con vessazioni fisiche, morali e psicologiche. In particolare l’ex moglie ha raccontato come l’uomo l’abbia più volte schiaffeggiata, presa a pugni e calci e tirato i capelli in più occasioni. Violenze continue che sarebbero proseguite anche quando la donna si sarebbe rifugiata a casa di alcuni familiari con i figli e che si sarebbero interrotte solo dopo la presentazione della denuncia. Ora le accuse dovranno essere provate nel corso del dibattimento che inizierà nel mese di giugno davanti al tribunale in composizione monocratica.
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