Minacce di morte a Costantini dopo lo sgombero del campetto

Il sindaco: «Le forze dell’ordine hanno visto e filmato tutto, mi aspetto facciano denunce di ufficio» Solidarietà dal presidente della Regione Marsilio: «Mi auguro che i responsabili siano identificati»
GIULIANOVA. Dopo il terzo sgombero in tre anni dei ragazzi del Campetto Occupato sono arrivate le minacce verbali di alcuni di loro al sindaco Jwan Costantini all’uscita dal Comune, nella tarda serata di martedì, e l’annuncio di possibili, nuove denunce. Continua, dunque, la diatriba tra il Comune e il gruppo degli anarchici attivo in città dopo lo “sgombero soft” di martedì pomeriggio dall’area in viale dello Splendore, di proprietà dell’istituto Castorani. Alcuni dei ragazzi, una volta usciti dall’area dopo una lunga trattativa con gli uomini della Digos, si sono recati nella Casa del Popolo, centro culturale e ricreativo in corso Garibaldi, a pochi metri dal palazzo comunale. La maggioranza guidata da Costantini, invece, ha avuto una riunione in municipio, presidiato dalle forze dell’ordine e dagli uomini della Digos, e Costantini, una volta uscito intorno alle 22.30 di martedì, sarebbe stato affrontato e avrebbe ricevuto minacce di morte da qualcuno dei ragazzi. «Aspetterò le denunce di ufficio che dovranno fare le autorità competenti», precisa Costantini, «visto che gli agenti hanno filmato tutto quello che è accaduto. Passati 90 giorni valuteremo il da farsi». Solidarietà a Costantini arriva dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio. «Dopo le minacce di morte rivolte al sindaco di Giulianova e a suo figlio, esprimo la mia solidarietà e quella della giunta regionale a Jwan Costantini», dice Marsilio, «che insieme alle forze dell'ordine ha contribuito a riportare la legalità restituendo all'Asp 2, e ai ragazzi che ne fruiscono, la disponibilità di un'area che era stata abusivamente occupata a Giulianova. Mi auguro che i responsabili vengano identificati dalle forze dell'ordine».
LE CRITICHE DA SINISTRA
C’è chi però critica la condotta di martedì pomeriggio dell’amministrazione comunale, in particolare quella di Costantini che si è arrampicato sulla ringhiera inveendo contro i quattro ragazzi all’interno dell’area, e dell’assessore Paolo Giorgini che, con una mola, ha tagliato la catena. «Ormai ci sembra palese che a guidare l’azione dell’attuale maggioranza nei confronti delle attività dei ragazzi del Campetto Occupato vi sia solo la rabbia e la ripicca», scrivono in una nota congiunta i gruppi di sinistra Nos Noi e Coltura Politica a supporto del consigliere Daniele Di Massimantonio, «questa amministrazione ha sequestrato le porte da calcetto donate alla collettività nel campo di calcio a 5 in via dei Pini senza dare spiegazioni, e poi è arrivata la sceneggiata di viale dello Splendore. Prima il sindaco che si arrampica sulla rete del campetto, offrendo un’immagine di sé come pubblico ufficiale che contraddice clamorosamente il richiamo costituzionale di adempiere le funzioni pubbliche alle quali è preposto con disciplina e onore, e a seguire l’esibizione dell’assessore Giorgini, che con una mola ha cercato di tagliare le catene del cancello di ingresso. Una messa in scena irresponsabile e pericolosa per lo stesso Giorgini, che ha agito senza alcuna protezione, e per le persone che gli stavano vicino. È stata scritta la pagina più buia della nostra città. Calpestato il diritto, quello giusto, calpestate le istituzioni democratiche, calpestata la città e la sua comunità». Anche la consigliera del Cittadino Governante, Alberta Ortolani, è critica: «I comportamenti non istituzionali di Costantini e Giorgini appaiono inadeguati alla complessità del mondo contemporaneo. Non si possono avere quegli atteggiamenti scomposti. C’è un clima brutto in città, sembra una guerra per bande. Questo clima di sfida non giova a nessuno. Anche a me, come avvocato, sono capitate situazioni di sfratto da una casa occupata, ma non è mai successo nulla di tutto ciò».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

