Minacce e insulti a uno studente A processo autista di scuolabus

Roseto, l’uomo è stato denunciato dal padre del ragazzino ed è imputato per violenza privata In aula la vittima: «Mi diceva “ti riempio la faccia di botte” e mi faceva sedere sempre in fondo»
ROSETO. «Lui mi diceva non ti posso vedere, ti riempio la faccia di botte e mi faceva sedere in fondo. Gli altri ragazzi mi prendevano in giro forse perchè sono testimone di Geova». E’ il racconto di una ragazzino oggi 16enne, e che all’epoca dei fatti di anni ne aveva 14, a irrompere nell’aula di un tribunale in cui l’ autista di scuolabus è a processo per violenza privata( un’accusa tutta da provare nel corso del dibattimento). I fatti risalgono a l 2012 e sono finiti in un fascicolo processuale dopo la denuncia del padre del minore.
Che ieri, davanti al giudice monocratico Carla Fazzini, ha ripercorso la vicenda raccontando come due anni fa aveva chiesto al Comune che il mezzo, su cui ogni mattina saliva il figlio per raggiungere la scuola media, non si fermasse in curva ma in una posizione meno pericolosa. «Da quel momento», ha detto l’uomo, «sono iniziati i problemi». E ieri in aula sono stati ascoltati anche numerosi ragazzini, gran parte di quelli che in quei giorni erano presenti sullo scuolabus. Alcuni hanno confermato le accuse, altri hanno detto di non ricordare.
«Ogni volta che salivo», ha detto in aula il ragazzino rispondendo alle domande del pm d’udienza Monica Speca, «mi minacciava, mi diceva non ti posso vedere e poi mi mandava a sedermi in fondo allo scuolabus. Io mi volevo sedere davanti per stare vicino ad un mio amico, ma tutte le volte mattine l’autista mi insultava e mi faceva andare in fondo». Il ragazzo ha raccontato che una volta è entrato con il cellulare aperto per far sentire al padre quello che succedeva. E proprio in seguito a questo episodio il genitore si è presentato dai carabinieri per denunciare l’autista. Così sono iniziate le indagini e gli stessi militari hanno raccolto le testimonianze degli altri ragazzini. Testimonianze poi finite in un fascicolo arrivato sul tavolo del sostituto procuratore che ha chiesto ed ottenuto il giudizio per l’autista con l’accusa di violenza privata. Nel corso dell’udienza di ieri è stato ascoltato anche un assistente di scuolabus che ai tempi della vicenda prestava servizio civile al Comune.
L’uomo ha raccontato che il mezzo era sempre molto pieno di studenti e che c’era una gran confusione. «Non ricordo nulla di particolare» ha detto il giovane. La prossima udienza si terrà il 28 settembre con l’audizione di altri giovanissimi testi. Il processo, molto probabilmente, si concluderà entro la fine dell’anno.(d.p.)
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